Nel panorama delle cosiddette Bitcoin treasury companies — società quotate che detengono BTC come riserva strategica sul proprio bilancio — si apre una crepa significativa. GameStop, il retailer videoludico diventato simbolo della ribellione retail contro Wall Street nel 2021, ha di fatto messo in gioco l'intero suo patrimonio in Bitcoin (BTC) attraverso una strategia di covered call su Coinbase Prime, cedendo a quest'ultima diritti che vanno ben oltre la semplice custodia. La mossa, rivelata nel report annuale 10-K depositato presso la SEC, ridisegna il profilo di rischio della società e solleva interrogativi profondi sulla solidità del modello BTC-treasury in un momento in cui il mercato attraversa una fase di debolezza prolungata.
Il dato tecnico al centro della vicenda è preciso: 4.709 BTC, equivalenti a circa 315 milioni di dollari al momento della pubblicazione, sono stati conferiti come collaterale in una strategia di covered call tramite Coinbase Prime. Di fatto, all'exchange è stato attribuito il diritto di "rehypothecate, commingle, or unilaterally sell" i Bitcoin di GameStop — ovvero di riutilizzarli come garanzia, mescolarli con altri asset o venderli autonomamente. Solo 1 BTC è rimasto fuori dall'accordo. La rehypothecation, pratica già al centro di scandali storici come il collasso di FTX, consiste nel riutilizzare attivi depositati dai clienti per operazioni proprie: una pratica che amplifica il rischio sistemico in caso di stress di mercato.
Dal punto di vista contabile, la ricaduta è immediata: i BTC non vengono più classificati come intangible asset ma come receivable, ovvero un credito da riscuotere. Questo cambia radicalmente il modo in cui guadagni e perdite su Bitcoin transitano attraverso il conto economico trimestrale di GameStop, influenzando la lettura degli utili da parte degli analisti e degli investitori istituzionali.
Per capire la meccanica della strategia: in un covered call, chi detiene un asset — in questo caso BTC — vende un'opzione call a una controparte, incassando un premio immediato. La controparte acquista il diritto di comprare il BTC a un prezzo prestabilito (strike price) entro una certa scadenza. Se il prezzo del BTC supera lo strike, la controparte esercita l'opzione e acquisisce i coin al prezzo inferiore concordato, limitando il potenziale di guadagno del detentore. Se BTC rimane sotto lo strike, l'opzione scade senza valore e GameStop trattiene sia il premio che i Bitcoin. La società sta di fatto scommettendo sulla lateralità o sul ribasso del BTC nel breve periodo, generando rendimento su un asset altrimenti statico.
Il contesto di mercato rende questa scelta ancora più delicata. Bitcoin ha aperto l'anno intorno agli 87.000 dollari, ma da febbraio fatica a mantenersi stabilmente sopra i 70.000 dollari. Al momento della pubblicazione, BTC quota circa 67.000 dollari, con un calo del 5% nell'arco dell'ultima settimana secondo CoinGecko. GameStop aveva acquistato il suo stack di BTC nel maggio 2025, dopo aver completato un'emissione da 1,5 miliardi di dollari in convertible senior notes il mese precedente — un'operazione che ricalcava esplicitamente il playbook di Strategy (ex MicroStrategy), pioniere del modello BTC-treasury con oltre 51 miliardi di dollari in Bitcoin in portafoglio.
Il CEO Ryan Cohen aveva alimentato le aspettative del mercato posando accanto a Michael Saylor — chairman di Strategy e padrino del modello treasury in BTC — in una foto pubblicata su X. Ma ora le sue dichiarazioni pubbliche suonano in modo diverso: interpellato da CNBC nel febbraio 2026 sulla possibilità di liquidare il patrimonio in BTC, Cohen non ha escluso l'opzione, definendo le ambizioni acquisitive di GameStop "way more compelling than Bitcoin" — ovvero molto più interessanti del Bitcoin stesso.
GameStop ha acquistato oltre 500 milioni di dollari in BTC, ma la svalutazione del mercato ha eroso significativamente il valore delle holding. L'architettura del covered call serve anche a generare yield su un patrimonio in perdita latente, una scelta pragmatica ma che implica una riduzione dell'esposizione rialzista: se BTC dovesse recuperare con forza, GameStop potrebbe non beneficiarne pienamente. Nel settore crypto questo trade-off è noto: si sacrifica l'upside per incassare un flusso di cassa immediato, una logica più vicina alla gestione prudente di un portafoglio istituzionale che alla narrativa "hold forever" tipica delle treasury companies più convinte.
Per gli investitori e gli operatori del settore, la domanda più urgente riguarda ora la tenuta del modello BTC-treasury nel suo complesso. Strategy resta il riferimento assoluto, ma casi come quello di GameStop mostrano quanto la volatilità di BTC possa mettere sotto pressione anche le strategie più strutturate. In Europa, dove il framework MiCA impone requisiti di trasparenza sulle riserve digitali delle società quotate, una simile operazione richiederebbe disclosure dettagliate sulle condizioni di rehypothecation — un aspetto che le autorità come ESMA e Consob monitorano con crescente attenzione.
I prossimi catalyst da osservare: l'andamento di BTC nelle prossime settimane sarà determinante per capire se le opzioni verranno esercitate o scadranno senza valore. Nel secondo scenario, GameStop incasserebbe il premio e rientrerebbe in pieno possesso dei propri coin. Nel primo, la società perderebbe l'upside su oltre 315 milioni di dollari in BTC. Più in profondità, le parole di Cohen sulle "opportunità più interessanti del Bitcoin" lasciano aperta la possibilità di una exit definitiva dalla strategia treasury, un segnale che il mercato dovrà valutare con attenzione nelle prossime conference call con gli analisti.