La community di XRP è in fermento dopo che Grok, l'intelligenza artificiale sviluppata da Elon Musk, ha pubblicato una previsione che vede il token raggiungere i 10 dollari entro la fine del 2026. L'episodio, nato da un'interazione apparentemente giocosa, ha innescato un acceso dibattito tra sostenitori e scettici del progetto Ripple, con tanto di scommessa pubblica da 100 dollari in Bitcoin per stabilire chi avrà ragione. Nel frattempo, XRP continua a macinare performance impressionanti, superando di gran lunga Bitcoin ed Ethereum nelle ultime settimane e alimentando le speculazioni su un possibile ritorno ai massimi storici.
L'origine della previsione risale a una richiesta dell'account X XRPL DEX First Ledger, che ha chiesto a Grok di modificare un'immagine mostrando il prezzo più alto che XRP potrebbe raggiungere nel 2026. L'AI ha risposto con un grafico che mostrava il token a quota 10 dollari, scatenando immediatamente reazioni contrastanti. Quello che doveva essere un esercizio speculativo si è trasformato in un caso virale, con migliaia di commenti che analizzano la fattibilità di una tale valorizzazione.
Il timing della previsione di Grok non poteva essere più azzeccato. XRP sta attualmente scambiando a 2,38 dollari, registrando un balzo del 13% nelle ultime 24 ore e posizionandosi come la migliore performer tra le prime dieci criptovalute per capitalizzazione. Su base settimanale, il guadagno si attesta al 28%, surclassando il 7,41% di Bitcoin (BTC) e il 10,3% di Ethereum (ETH). Dall'inizio dell'anno, il token ha accumulato un incremento superiore al 30%, riportando l'entusiasmo tra gli investitori dopo mesi di consolidamento.
La proiezione di Grok ha però sollevato perplessità tecniche che vanno oltre il semplice entusiasmo. L'utente X OG_Agorilla ha evidenziato un'incongruenza nei calcoli: applicando il rapporto XRP/BTC utilizzato dall'AI (0,00015 BTC), un prezzo di 10 dollari per XRP implicherebbe Bitcoin a circa 66.600 dollari. Una valorizzazione paradossale, considerando che BTC oggi quota 93.500 dollari e che storicamente le bull run di XRP si sono sempre accompagnate a Bitcoin vicino ai massimi storici. Grok ha successivamente ammesso che la cifra era un "ipotetico divertente" scelto per stimolare la discussione, con un riferimento scherzoso al numero 666 nascosto nei calcoli.
La controversia ha raggiunto il culmine quando ScamDetective, un influente analista crypto su X, ha sfidato pubblicamente l'AI con una scommessa. I termini sono semplici: 100 dollari equivalenti in Bitcoin al vincitore, con scadenza fissata al 31 dicembre 2026. ScamDetective punta sul fatto che XRP non raggiungerà i 10 dollari, mentre Grok ha accettato la posizione opposta. L'accordo è stato suggellato pubblicamente, trasformando una speculazione algoritmica in un vero e proprio contratto sociale osservato da decine di migliaia di follower.
Al di là delle dinamiche social, la discussione tocca temi fondamentali per il futuro di XRP. Il contesto macroeconomico per Ripple è in evoluzione: l'attesa approvazione di ETF spot su XRP negli Stati Uniti, l'espansione dell'adozione nel settore dei pagamenti transfrontalieri e la progressiva chiarezza normativa dopo anni di battaglia legale con la SEC rappresentano catalizzatori concreti. Tuttavia, una crescita da 2,38 a 10 dollari richiederebbe un aumento del 320%, cifra che porterebbe la capitalizzazione del token a livelli mai visti nel settore crypto al di fuori di Bitcoin ed Ethereum.
Gli analisti più cauti ricordano che XRP ha toccato il suo massimo storico di 3,84 dollari nel gennaio 2018, durante il precedente ciclo bull, per poi attraversare anni di ribasso e incertezza normativa. Il fatto che il token sia ancora sotto quei livelli, nonostante l'esito positivo della causa SEC, suggerisce che fattori strutturali potrebbero limitare ulteriori apprezzamenti. D'altro canto, i sostenitori del progetto sottolineano come l'integrazione crescente della tecnologia RippleNet da parte di istituzioni finanziarie e l'espansione in mercati emergenti potrebbero giustificare valutazioni più aggressive rispetto al passato.
La scommessa tra Grok e ScamDetective rappresenta una metafora perfetta della dicotomia che caratterizza il sentiment su XRP: da un lato l'entusiasmo di una community fedele che vede nel token un protagonista della prossima fase di adozione istituzionale, dall'altro lo scetticismo di chi ritiene che la tokenomics e la centralizzazione relativa del progetto costituiscano freni strutturali alla crescita. I prossimi due anni diranno chi aveva ragione, ma nel frattempo il dibattito continua ad alimentare volumi e volatilità su uno degli asset più polarizzanti dell'intero panorama crypto.