Il mercato crypto si trova in una fase di stallo paradossale: mentre Wall Street scommette su un nuovo taglio dei tassi della Federal Reserve a dicembre, il sentiment degli investitori in criptovalute rimane ancorato alla paura estrema. La capitalizzazione di mercato complessiva del settore si attesta attualmente a 2,99 trilioni di dollari, registrando una contrazione dello 0,08% nelle ultime 24 ore, con volumi di trading in calo dell'11,6% a 133 miliardi di dollari. Il contrasto tra aspettative macroeconomiche positive e cautela persistente evidenzia la difficoltà del comparto digitale nel capitalizzare su condizioni potenzialmente favorevoli.
Il CMC Fear and Greed Index di CoinMarketCap, strumento proprietario che misura il sentiment nel mercato delle criptovalute, continua a segnalare territorio di paura estrema con un punteggio di 15 su 100. Questo valore rimane pressoché invariato rispetto alle ultime settimane, dopo aver toccato il minimo annuale di 10 il 22 novembre. La persistenza di questo livello di avversione al rischio suggerisce che gli investitori crypto non si fidano ancora del rally tradizionale innescato dalle speranze di allentamento monetario.
I dati macroeconomici statunitensi pubblicati martedì hanno alimentato le aspettative di politica accomodante: le vendite al dettaglio di settembre sono risultate inferiori alle previsioni, così come l'inflazione core dei prezzi alla produzione. Funzionari della Fed hanno inoltre rilasciato segnali favorevoli a ulteriori tagli, con i mercati che ora scommettono sulla priorità di sostenere un mercato del lavoro in indebolimento rispetto al contenimento dell'inflazione persistente. Paradossalmente, mentre il Dollar Index si rafforza a 99,83 e i futures dell'oro volano a 4.193,60 dollari l'oncia troy, le criptovalute faticano a trovare direzione.
Bitcoin (BTC) ha ceduto lo 0,42% nelle ultime 24 ore, scambiando a 86.834 dollari, un livello inferiore del 31% rispetto al massimo storico di 126.198 dollari raggiunto il 7 ottobre. La criptovaluta originale registra perdite settimanali del 4,9% e un bilancio negativo del 7% su base annuale. Il trading range giornaliero si è mosso tra 86.131 e 88.162 dollari, evidenziando volatilità contenuta ma bias ribassista.
I flussi sugli ETF spot offrono tuttavia segnali contrastanti ma incoraggianti. Gli ETF su Bitcoin negli Stati Uniti hanno attratto 129 milioni di dollari martedì, dopo i deflussi di 151 milioni di lunedì. Il Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund (FBTC) ha guidato con afflussi per 171 milioni, seguito dall'iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock con 83 milioni. Sul fronte Ethereum, gli ETF hanno registrato inflows per 79 milioni, in calo rispetto ai 97 milioni del giorno precedente, con Fidelity Ethereum Fund (FETH) in testa a 48 milioni e iShares Ethereum Trust ETF (ETHA) a 46 milioni.
Ethereum (ETH) ha mostrato maggiore resilienza rispetto a Bitcoin, guadagnando lo 0,6% nelle ultime 24 ore per attestarsi a 2.911 dollari. Nonostante il recupero giornaliero, la principale altcoin rimane sotto pressione con perdite settimanali del 5,9% e un bilancio negativo del 12,6% dall'inizio dell'anno. I prezzi attuali rappresentano un calo del 41% rispetto ai massimi storici, evidenziando la difficoltà del network nel riconquistare slancio nonostante gli sviluppi tecnologici recenti.
Tra le prime dieci criptovalute per capitalizzazione, XRP ha ceduto l'1,3% a 2,17 dollari mantenendo la quarta posizione, mentre BNB ha aggiunto lo 0,4% salendo a 857,29 dollari. Solana (SOL) si è apprezzata dello 0,4% a 137,13 dollari, confermandosi tra gli asset più resilienti nel panorama layer-1. Dogecoin (DOGE) ha guadagnato l'1,1% a 0,1501 dollari, mentre Cardano (ADA) ha registrato un modesto +0,3% a 0,4170 dollari.
Secondo la classifica globale degli asset per capitalizzazione di mercato pubblicata da companiesmarketcap.com, Bitcoin mantiene la nona posizione mentre Ethereum ha guadagnato una posizione salendo al 42° posto. Tra i movimenti più significativi del segmento mid-cap, Monad (MON), al 95° posto, ha registrato un'impennata del 30%, guidando i guadagni giornalieri tra le prime 100 criptovalute. Al contrario, Aster (ASTER) ha subito la correzione più marcata con un calo del 7,3%.
La dicotomia tra aspettative macro e sentiment crypto solleva interrogativi sulla capacità del settore di beneficiare di un ambiente monetario più accomodante. Mentre solo 22 delle prime 100 criptovalute registrano guadagni superiori all'1% nelle ultime 24 ore, l'assenza di un catalizzatore forte suggerisce che gli investitori attendono segnali più chiari prima di rientrare massicciamente sul mercato. La debolezza persistente potrebbe protrarsi fino a quando i flussi sugli ETF non diventeranno stabilmente positivi o emergeranno sviluppi significativi sul fronte regolamentare o tecnologico.