Il colosso tecnologico Meta si prepara a fare il suo ingresso nel mercato degli stablecoin nella seconda metà del 2026, segnando una svolta significativa per l'intero ecosistema crypto. Con oltre 3 miliardi di utenti distribuiti su Facebook, WhatsApp e Instagram, l'azienda fondata da Mark Zuckerberg potrebbe diventare in un colpo solo il più grande vettore di adozione mainstream delle valute digitali ancorate al dollaro. La notizia arriva in un momento in cui il contesto regolatorio statunitense si è radicalmente trasformato rispetto ai tempi del fallimentare progetto Libra, aprendo nuove finestre di opportunità per i grandi player tech che vogliono entrare nei pagamenti digitali basati su blockchain.
Secondo tre fonti anonime a conoscenza dei piani interni, Meta starebbe lavorando all'integrazione di un fornitore terzo per amministrare i pagamenti in stablecoin e implementare un nuovo wallet proprietario. La strategia "a distanza di sicurezza" — affidarsi a un partner esterno anziché emettere direttamente il proprio token — rappresenta una scelta consapevole nata dalle cicatrici lasciate dall'esperienza Libra/Diem, quando l'opposizione frontale del Congresso americano costrinse l'azienda a ritirare il progetto.
Sul fronte dei possibili partner, il nome che emerge con più forza è quello di Stripe. La società di pagamenti digitali, già partner storico di Meta, ha acquisito l'anno scorso Bridge, una società specializzata in infrastrutture per stablecoin, posizionandosi come uno degli operatori più attrezzati nel settore. Non è un dettaglio secondario che Patrick Collison, CEO di Stripe, sia entrato nel consiglio di amministrazione di Meta nell'aprile 2025: un segnale di allineamento strategico che precede logicamente un'eventuale collaborazione operativa. Né Meta, né Stripe, né Bridge hanno risposto alle richieste di commento.
L'operazione, se concretizzata, avrebbe implicazioni dirette per milioni di utenti in tutto il mondo, con ricadute particolarmente rilevanti per il mercato delle rimesse internazionali — un settore da centinaia di miliardi di dollari dove le commissioni bancarie tradizionali gravano pesantemente sui trasferimenti transfrontalieri. Integrare i pagamenti in stablecoin direttamente in WhatsApp, ad esempio, permetterebbe transazioni peer-to-peer istantanee a costi marginali, bypassando completamente l'infrastruttura bancaria convenzionale.
La storia del tentativo precedente merita di essere contestualizzata. Nel 2019, Meta lanciò il progetto Libra con l'ambizione di creare una valuta digitale globale supportata da un paniere di valute nazionali. Le resistenze politiche furono immediate e feroci: i legislatori americani temevano un'eccessiva concentrazione del potere monetario in mani private, e lo scandalo Cambridge Analytica aveva già compromesso la reputazione dell'azienda. Nel 2020 il progetto fu ridimensionato e rinominato Diem, virando su stablecoin legate a singole valute fiat. Nel 2022 fu definitivamente archiviato e i suoi asset venduti.
Il panorama normativo del 2026 è profondamente diverso. Il GENIUS Act, promosso dall'amministrazione Trump, ha stabilito per la prima volta una base legale esplicita per gli emittenti di stablecoin negli Stati Uniti, aprendo di fatto il mercato a nuovi operatori con framework chiari. Tuttavia, le autorità di regolamentazione sono ancora nelle fasi preliminari di definizione delle norme operative, il che introduce un margine di incertezza che Meta sembra voler gestire appoggiarsi a operatori terzi già conformi.
Sul fronte della concorrenza, la mossa di Meta si inserisce in una corsa aperta tra le grandi piattaforme digitali per diventare "super app" all'occidentale — ovvero applicazioni onnicomprensive che integrano social, e-commerce e pagamenti in un unico ecosistema. Il modello di riferimento è WeChat in Cina. Tra i competitor diretti figurano la piattaforma X di Elon Musk e Telegram, entrambe impegnate a sviluppare funzionalità di pagamento nativo. Nel caso di Telegram, l'integrazione con The Open Network (TON) è già operativa in diverse giurisdizioni.
Per gli investitori e gli operatori del settore crypto, l'ingresso di Meta rappresenta un catalizzatore potenzialmente significativo per l'adozione degli stablecoin su scala globale. Una base utenti di 3 miliardi di persone che interagisce quotidianamente con strumenti di pagamento in stablecoin cambierebbe radicalmente i volumi di utilizzo dell'intero ecosistema. Vale la pena ricordare che il mercato degli stablecoin ha già raggiunto capitalizzazioni complessive nell'ordine delle centinaia di miliardi di dollari, con USDT e USDC come protagonisti — ma nessuno dei due può contare su un canale distributivo paragonabile a quello di Meta.
I prossimi mesi saranno cruciali per capire se il progetto supererà la fase di Request for Product (RFP) già inviata ai fornitori terzi e raggiungerà una fase pilota operativa. L'obiettivo dichiarato è avviare l'integrazione nella prima metà della seconda metà del 2026, il che implica una timeline piuttosto stretta per definire partnership, conformità normativa e architettura tecnica del wallet. L'intera comunità crypto osserverà con attenzione se Meta riuscirà questa volta a trasformare l'ambizione in esecuzione concreta — e quali stablecoin già esistenti potrebbero beneficiare di un'eventuale integrazione nella piattaforma più distribuita al mondo.