Il settore crypto si prepara a una svolta decisiva nel 2026, con l'ecosistema Ethereum che potrebbe finalmente abbandonare la fase speculativa per abbracciare prodotti finanziari concreti destinati all'utenza mainstream. Mike Silagadze, CEO e co-fondatore di ether.fi, tra le piattaforme di restaking più rilevanti su Ethereum, delinea uno scenario in cui il valore della rete non dipenderà più dal trading frenetico o dall'hype dei meme token, ma dalla capacità di offrire servizi bancari onchain accessibili e comprensibili. La visione emerge in un momento cruciale: dopo un 2025 caratterizzato da un'accelerazione nell'adozione istituzionale, il mercato cerca ora casi d'uso concreti che giustifichino le valutazioni miliardarie dell'intero comparto.
Silagadze, che interverrà alla conferenza Consensus Hong Kong di CoinDesk a febbraio 2026, identifica nelle crypto neobank il prossimo grande catalizzatore per l'adozione di massa. Questi istituti finanziari nativi digitali combinano generazione di rendimento, autocustodia degli asset e servizi finanziari completamente onchain, rappresentando un'alternativa più sofisticata rispetto ai tradizionali ETF su ether. La differenza sostanziale risiede nell'esposizione diretta alle attività onchain: mentre gli ETF offrono solo un'esposizione passiva al prezzo, le neobank permettono agli utenti di interagire concretamente con l'ecosistema DeFi.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta per Ethereum sul fronte istituzionale, sebbene lo staking rimanga ancora limitato all'interno dei prodotti ETF quotati. Secondo il CEO di ether.fi, i Digital Asset Treasuries (DAT) hanno dimostrato maggiore agilità: diverse tesorerie digitali hanno già iniziato a deployare capitale sulla piattaforma, posizionandosi come early adopter di soluzioni DeFi istituzionali. L'impatto sui prezzi è stato tangibile: ETH ha toccato il minimo annuale a 1.472 dollari ad aprile, per poi schizzare fino a 4.832 dollari durante il picco del trend DAT, dimostrando come l'ingresso di capitali istituzionali possa ancora muovere significativamente il mercato.
La piattaforma ether.fi, originariamente focalizzata sul restaking di Ethereum, ha progressivamente ampliato la propria offerta verso prodotti crypto-nativi che mimano i servizi bancari tradizionali. Questa evoluzione riflette una tendenza più ampia nel settore: il movimento delle crypto neobank sta registrando una crescita rapida, con numerose aziende che entrano nello spazio e registrano espansioni significative. Per Silagadze, questi player rappresentano uno dei percorsi più chiari verso un'adozione sostenibile, soprattutto mentre le stablecoin si integrano sempre più profondamente nella finanza globale.
Il posizionamento strategico delle neobank crypto deriva dalla loro capacità di esporre gli utenti a rendimenti onchain mantenendo un'esperienza utente familiare. A differenza degli ETF, che incapsulano l'asset senza permettere interazioni dirette con la blockchain, le piattaforme di neobanking offrono yield farming, staking e accesso ai protocolli DeFi attraverso interfacce semplificate. Questa architettura consente di coniugare la sicurezza della self-custody con la facilità d'uso che il pubblico mainstream si aspetta dai servizi finanziari tradizionali.
Guardando al 2026, Silagadze sottolinea come il successo di Ethereum dipenderà dalla sua capacità di fornire utilità pratica su larga scala. L'enfasi si sposta decisamente verso casi d'uso reali: azioni tokenizzate, servizi bancari accessibili e prodotti finanziari comprensibili, lasciando alle spalle l'overemphasis su applicazioni guidate dal gambling che hanno caratterizzato fasi precedenti del mercato crypto. Questa transizione richiederà non solo innovazione tecnologica ma anche un cambio di mentalità nell'industria, che dovrà prioritizzare la sostenibilità rispetto alla speculazione.
Il contesto più ampio vede Ethereum e Solana come le due layer-1 che stanno definendo gli standard per il 2026. Mentre Ethereum consolida l'adozione istituzionale e i progressi nello scaling, Solana si concentra sullo stress-test infrastrutturale sotto carichi di domanda reali. L'interoperabilità emerge come sfida chiave per gli sviluppatori Ethereum, mentre entrambe le reti si posizionano per la prossima ondata di adozione mainstream. La competizione tra questi ecosistemi potrebbe paradossalmente favorire l'intero settore, spingendo innovazioni che beneficeranno tutti gli utenti.
L'evoluzione dal restaking puro verso prodotti finanziari completi rappresenta anche una risposta pragmatica alla perdita di momentum che il settore restaking ha sperimentato dopo i picchi iniziali. Ether.fi ha dimostrato capacità di mantenere il Total Value Locked (TVL) anche mentre altre piattaforme vedevano deflussi significativi, puntando proprio sulla diversificazione dell'offerta. Questa strategia potrebbe diventare un template per altri protocolli DeFi che cercano sostenibilità oltre i cicli di hype.
Per il mercato europeo e italiano, queste tendenze assumono particolare rilevanza nel contesto del regolamento MiCA, che sta progressivamente definendo le regole per le crypto-neobank e i servizi finanziari onchain. La spinta verso prodotti più comprensibili e regolamentati potrebbe effettivamente accelerare l'adozione nel vecchio continente, dove la sensibilità verso la protezione dei consumatori è storicamente più elevata. L'attività maggiore sugli altcoin rispetto a BTC ed ETH, come evidenziato dai volumi di trading su exchange come KuCoin che ha registrato oltre 1,25 trilioni di dollari nel 2025, suggerisce un mercato sempre più maturo e diversificato, pronto per prodotti finanziari sofisticati che vadano oltre il semplice trading speculativo.