Il dibattito su quale quantitativo di XRP (XRP) possa considerarsi "sufficiente" per un investitore medio torna al centro dell'attenzione della community, alimentato dalle recenti dichiarazioni di Oscar Ramos, figura nota tra i sostenitori del token di Ripple. Con XRP che attualmente quota circa 2,05 dollari, il costo di ingresso per accumulare posizioni significative è aumentato drasticamente rispetto ai cicli precedenti, quando il token scambiava sotto il dollaro. La questione non è meramente accademica: tocca temi cruciali come la democratizzazione dell'accesso agli asset digitali, le dinamiche di accumulo nei diversi contesti di mercato e il rischio che narrative irrealistiche spingano investitori retail verso esposizioni insostenibili.
Ramos ha utilizzato la propria esperienza personale come caso di studio, rivelando di aver accumulato circa 100.000 XRP quando il prezzo si aggirava intorno ai 0,50 dollari. Questo significa un investimento iniziale di 50.000 dollari che oggi varrebbe circa 205.000 dollari, con un rendimento superiore al 300%. Il punto centrale della sua analisi riguarda il cost basis: quella che era una posizione costruibile per un investitore retail quando XRP quotava mezzo dollaro richiede oggi oltre il quadruplo del capitale per raggiungere lo stesso numero di token.
La riflessione solleva interrogativi concreti sulla sostenibilità delle aspettative all'interno della community XRP. Secondo Ramos, la maggior parte degli holder di lungo termine ha costruito le proprie posizioni sotto la soglia di 1 dollaro, beneficiando di costi di ingresso drasticamente inferiori. Il token ha infatti registrato un apprezzamento di oltre il 600% rispetto ai livelli di accumulo citati, modificando radicalmente l'equazione rischio-rendimento per chi si avvicina oggi al mercato.
Ramos ha esplicitamente rigettato l'idea che il volume di token posseduti debba fungere da parametro di status all'interno della community, allineandosi a posizioni espresse in precedenza da altri membri come Xena. L'enfasi è posta sulla capacità finanziaria individuale e sulla ricerca indipendente, piuttosto che sulla competizione per raggiungere benchmark arbitrari stabiliti da chi è entrato prima e a prezzi inferiori. Questo approccio contrasta con alcune narrative più aggressive circolate nella community XRP.
Il contesto storico mostra come diversi analisti e figure della community abbiano proposto benchmark differenti nel tempo. Edo Farina ha ripetutamente segnalato tra fine 2024 e inizio 2025 che possedere tra 1.000 e 2.600 XRP collocava i wallet nei tier superiori della XRP Rich List, suggerendo che anche quantità relativamente modeste mantengono una posizione di rilievo rispetto alla distribuzione complessiva. Vale, invece, ha indicato a maggio 2025 la soglia di 50.000 XRP come un livello significativo per investitori che cercano esposizione sostanziale, mentre DustyBC ha suggerito che semplicemente detenere il token potrebbe essere sufficiente per beneficiare di potenziali apprezzamenti futuri.
È importante contestualizzare queste dichiarazioni: provengono tutte da figure che esprimono visioni bullish sul futuro di XRP, spesso legate a scenari ottimistici che includono l'adozione istituzionale del token nei pagamenti transfrontalieri e una risoluzione favorevole delle questioni regolamentarie negli Stati Uniti. Tuttavia, nessuno di questi scenari è garantito, e i prezzi futuri rimangono intrinsecamente incerti. Il settore crypto è noto per la volatilità estrema e per cicli di boom-bust che hanno storicamente punito gli investitori che hanno costruito posizioni basandosi esclusivamente su narrative speculative.
Dal punto di vista dell'analisi on-chain, la distribuzione dei token XRP mostra una concentrazione significativa, con una parte consistente dell'offerta circolante detenuta da Ripple Labs e da grandi holder istituzionali. Questo rende la dinamica di prezzo particolarmente sensibile alle decisioni di questi attori principali, un fattore che gli investitori retail dovrebbero considerare quando valutano l'accumulo di posizioni. La pressione di vendita potenziale dai wallet più grandi rappresenta un elemento di rischio strutturale per il token.
L'approccio suggerito da Ramos — basato su capacità finanziaria individuale piuttosto che su target universali — risulta probabilmente il più prudente in un mercato caratterizzato da incertezza regolatoria e competizione tecnologica crescente. Con l'entrata in vigore del regolamento MiCA in Europa e il continuo dibattito sulla classificazione di XRP come security o commodity negli Stati Uniti, gli investitori devono considerare fattori che vanno ben oltre i semplici obiettivi di accumulo numerici. La sostenibilità di lungo periodo dell'investimento dipende dalla gestione del rischio e dalla diversificazione, non dal raggiungimento di soglie arbitrarie stabilite in contesti di mercato completamente differenti.