Nel panorama crypto post-FTX, poche figure incarnano il disastro finanziario quanto Sam Bankman-Fried (SBF), il fondatore dell'exchange crollato che ha trascinato con sé miliardi di dollari di fondi degli utenti. Condannato a 25 anni di carcere federale per uno dei più grandi casi di frode finanziaria del secolo, SBF ha ora intrapreso una singolare campagna social da dietro le sbarre, con un obiettivo che la comunità crypto segue con occhio critico: ottenere la grazia presidenziale da Donald Trump.
La strategia è tanto audace quanto improbabile. Sul suo profilo X, Bankman-Fried ha pubblicato decine di post con toni apertamente MAGA, attaccando quello che definisce il "deep state" e lodando Trump con dichiarazioni come: "Il giudice Lewis Kaplan, nominato da Clinton, ha reso molto chiaro il suo bias politico nella mia sentenza. Ammiro Trump per aver resistito a questo 'attivista partigiano e fuori controllo'." Il fondatore di FTX chiarisce nella sua bio che detta i messaggi a un intermediario tramite chiamate e mail approvate dall'ufficio penitenziario federale.
Il contesto politico rende la mossa di SBF comprensibile, anche se non efficace. Trump è entrato alla Casa Bianca a gennaio 2025 promettendo di smantellare la stretta regolamentare sull'ecosistema crypto avviata durante l'era Biden. Le agenzie di vigilanza hanno archiviato procedimenti chiave contro aziende blockchain, e il Dipartimento di Giustizia ha riorganizzato il suo approccio all'enforcement nel settore. Particolarmente significativo per SBF è stato il caso di Changpeng Zhao (CZ), fondatore di Binance e suo storico rivale, che ha ricevuto la grazia presidenziale nonostante la condanna per violazioni delle normative antiriciclaggio.
Tuttavia, le speranze di SBF sembrano destinate a infrangersi contro la realtà politica. Un portavoce della Casa Bianca ha risposto a Fortune riaffermando che il presidente non intende concedere la grazia a Bankman-Fried, citando dichiarazioni di Trump risalenti a gennaio in cui il presidente escludeva esplicitamente questa possibilità, menzionando SBF nella stessa lista di altri detenuti eccellenti come l'ex senatore del New Jersey Robert Menendez e l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. "Il Presidente è l'arbitro finale su tutte le grazie", ha precisato il portavoce.
Il profilo politico passato di SBF pesa come un macigno su qualsiasi tentativo di avvicinamento al campo conservatore. Figlio di due professori di diritto di Stanford con forti connessioni nei vertici del Partito Democratico, Bankman-Fried era stato uno dei principali donatori progressisti prima che il suo impero crypto crollasse nel novembre 2022. Documenti emersi durante il processo rivelano che già allora stava pianificando una svolta a destra, arrivando a scrivere di voler apparire nel programma del conduttore conservatore Tucker Carlson per "uscire allo scoperto come repubblicano" — un'apparizione poi avvenuta, che secondo fonti interne gli sarebbe costata un periodo in isolamento.
Gli insider di Washington sottolineano che la sua fama di mega-donatore democratico, combinata con lo status di villain nell'ecosistema crypto, ha sempre reso la campagna per la grazia un'impresa ad altissima difficoltà. Nel settore, il nome FTX evoca ancora il trauma del contagio sistemico del 2022, quando il crollo dell'exchange provocò una cascata di fallimenti che coinvolse fondi di investimento, protocolli DeFi e centinaia di migliaia di investitori retail in tutto il mondo, Italia compresa.
Sul fronte legale, SBF non si limita alla campagna social: sta anche combattendo la sua condanna davanti alla corte d'appello federale. Il suo feed X viene amplificato da account che i critici descrivono come "sock puppet" — profili apparentemente creati ad hoc per dare risonanza ai suoi messaggi pro-Trump e anti-establishment. In uno dei post più recenti, SBF elogia piattaforme come Truth Social e GETTR definendole baluardi della libertà di espressione, in netto contrasto con la sua storia di sostenitore delle politiche di moderazione dei contenuti.
Per il mercato crypto, questa vicenda ha implicazioni che vanno oltre il destino personale di SBF. Il dibattito sulla grazia presidenziale a figure condannate per reati finanziari legati alle criptovalute tocca questioni sensibili per l'intera industria: la credibilità del settore agli occhi dei regolatori europei, l'implementazione del framework MiCA nell'Unione Europea e la percezione degli investitori istituzionali che guardano con attenzione a come gli Stati Uniti gestiscono i precedenti di enforcement. Con l'appello ancora in corso e la Casa Bianca che chiude la porta alla grazia, il caso Bankman-Fried rimane un capitolo aperto nella storia travagliata della regolamentazione crypto globale.