Il mercato crypto statunitense registra un precedente potenzialmente dirompente: la Securities and Exchange Commission (SEC) ha concesso una "no-action relief" a Fuse Crypto Limited, confermando che non avvierà procedure di enforcement contro l'azienda per l'emissione del suo token ENERGY senza registrazione come security. La decisione, comunicata lunedì dalla Division of Corporation Finance dell'authority americana, rappresenta uno dei rari casi in cui il regolatore traccia una linea netta tra token di loyalty e prodotti d'investimento, aprendo scenari inediti per l'industria blockchain nel territorio più contenzioso al mondo per le criptovalute.
Il token ENERGY, sviluppato su blockchain Solana (SOL), verrà distribuito come sistema di ricompensa agli utenti che installano o gestiscono risorse energetiche distribuite come pannelli solari, batterie domestiche e stazioni di ricarica per veicoli elettrici. La struttura tokenomica progettata da Fuse ha convinto gli analisti della SEC che il valore dell'asset non dipende dal successo complessivo dell'azienda o della Fuse Network, elemento cruciale nell'applicazione dell'Howey Test utilizzato per determinare se un asset digitale costituisca una security.
La caratteristica distintiva che ha fatto pendere la bilancia regolatoria riguarda il design anti-speculativo del token. I valori di riscatto sono limitati dai margini di profitto dell'azienda e ancorati al prezzo medio di mercato dell'energia nel momento dell'utilizzo, trasformando di fatto il token in un rebate per la partecipazione a programmi di efficienza energetica piuttosto che uno strumento finanziario tradizionale. Questa architettura elimina l'aspettativa di profitto derivante dagli sforzi di terzi, uno dei pilastri dell'Howey Test.
La genesi della decisione affonda in mesi di confronto tra Fuse e la SEC, culminati nella richiesta formale di no-action presentata il 19 novembre. L'azienda londinese, che opera programmi energetici distribuiti negli Stati Uniti e in Europa, ha incassato un risultato che l'intero settore stava attendendo dopo anni di guerra aperta tra Washington e l'industria crypto. "Questo traguardo storico è il risultato di mesi di dialogo produttivo con la SEC", ha dichiarato Fuse in un comunicato su X, aggiungendo che "il momentum sta crescendo" per la chiarezza regolatoria negli USA.
La posizione della SEC rimane tuttavia condizionata: l'authority ha esplicitamente sottolineato che la sua tolleranza dipende dal mantenimento della struttura e delle condizioni descritte nella submission di novembre. Qualsiasi modifica sostanziale alla tokenomica o al modello di distribuzione potrebbe riportare ENERGY nel mirino dell'enforcement, un monito che riflette l'approccio case-by-case ancora dominante nella regolamentazione crypto americana, nonostante i segnali di distensione emersi nei primi mesi del 2025.
Il caso Fuse potrebbe stabilire un blueprint per progetti che intendono tokenizzare programmi di fedeltà, utility o meccanismi di reward senza incappare nella classificazione come security. Nell'ecosistema europeo, dove il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) entrerà completamente in vigore entro fine anno, la distinzione tra utility token e strumenti finanziari segue parametri parzialmente diversi ma convergenti, rendendo la decisione SEC rilevante anche per progetti operanti nel Vecchio Continente.
L'avvocato Bill Hughes di Consensys ha pubblicamente supportato l'esito, evidenziando come i fattori citati dalla SEC rendessero la conclusione scontata per chiunque conosca il settore. La reazione della comunità legale crypto è stata di cauto ottimismo: se da un lato la no-action relief rappresenta un precedente favorevole, dall'altro non costituisce una rule-making formale applicabile universalmente. Ogni progetto dovrà comunque sottoporre la propria architettura tokenomica al vaglio dell'authority, processo che richiede risorse legali significative e tempistiche incerte.
Per il mercato, la vicenda conferma un trend: i token con utilità verificabile, meccanismi di valorizzazione trasparenti e assenza di promesse speculative possono navigare il panorama regolatorio americano. Resta da vedere se questa apertura selettiva della SEC si tradurrà in linee guida più ampie o rimarrà confinata a casi specifici come quello di Fuse, in attesa che il Congresso produca finalmente una legislazione organica sul tema crypto.