Il settore crypto statunitense si trova di fronte a un bivio cruciale che potrebbe determinare il futuro regolamentare dell'intera industria digitale americana. Il senatore Tim Scott, presidente repubblicano della commissione bancaria del Senato, ha annunciato martedì scorso che porterà al voto il controverso progetto di legge sulla struttura di mercato crypto entro giovedì 15 gennaio, nonostante le forti resistenze bipartisan e i timori che una votazione affrettata possa affossare definitivamente le possibilità di approvazione del testo normativo. Una decisione che arriva dopo mesi di negoziati estenuanti e miliardi di dollari spesi in lobbying dall'industria crypto, con questioni fondamentali ancora irrisolte sul tavolo.
La posta in gioco è enorme: si tratta di stabilire il framework regolamentare per la maggior parte dell'industria crypto americana, un traguardo per cui le principali società del settore hanno combattuto per anni investendo centinaia di milioni di dollari nel costruire consenso bipartisan a Washington. Tuttavia, la complessità del disegno di legge ha trasformato quello che doveva essere un percorso trionfale in un estenuante braccio di ferro. Le scadenze si sono susseguite senza esito: prima i repubblicani pro-crypto volevano l'approvazione entro luglio, poi ottobre, infine entro la fine del 2025. Ogni deadline è passata senza risultati concreti.
La strategia accelerata di Scott ha lasciato perplessi molti esperti del settore. "Devi rinviare l'udienza di markup se non c'è un accordo bipartisan, se esiste ancora qualche speranza di chiudere un deal", ha commentato senza mezzi termini Scott Johnsson, general partner di Van Buren Capital e autorevole voce nel panorama delle policy crypto. La votazione determinerà se il progetto può uscire dalla commissione bancaria del Senato, un passaggio obbligato prima della discussione finale nell'aula plenaria. Al momento resta incerto se la maggioranza dei senatori della commissione sia effettivamente pronta a sostenere la legislazione nella sua forma attuale.
I nodi irrisolti sono tutt'altro che marginali. Un documento ottenuto da Politico relativo all'"offerta finale" dei repubblicani rivela questioni critiche ancora in sospeso: "ethics", riferimento alle spinose disposizioni sui conflitti di interesse che limiterebbero la capacità del presidente, dei membri del Congresso e delle loro famiglie di impegnarsi in venture crypto. Altrettanto controverso il tema "yield", che concerne le regole esistenti sul rendimento delle stablecoin che l'industria bancaria tradizionale vuole disperatamente modificare a proprio vantaggio.
Sul fronte regolamentare, il documento lista anche il "quorum", probabile riferimento al piano democratico per garantire un quorum bipartisan presso i regolatori finanziari federali come CFTC e SEC mentre l'amministrazione Trump ne erode progressivamente l'indipendenza. Ma è la questione DeFi a rappresentare il vero spartiacque: il testo include il Blockchain Regulatory Certainty Act della versione della Camera e il controverso 18 USC 1960, il codice statunitense che definisce i trasmettitori illegali di denaro. Un tema estremamente sensibile che contrappone i sostenitori crypto, da un lato, ai democratici preoccupati per la sicurezza nazionale e il riciclaggio di denaro, dall'altro.
Salman Banaei, general counsel di Plume, ha espresso una visione decisamente pessimistica sulle prospettive del voto. "Se il markup è previsto per la prossima settimana e lo stato attuale dei negoziati ha prodotto un'offerta di chiusura del GOP ai democratici del Senato, direi che la prognosi per un voto bipartisan è scarsa", ha dichiarato. Anche i principali lobbysti crypto erano già scettici sulla possibilità di approvazione nel corso dell'anno, persino in circostanze meno affrettate.
Scott, nell'intervista rilasciata a Breitbart, ha difeso la sua strategia sottolineando l'importanza di mettere in atto una votazione formale. "Penso sia importante per noi metterci agli atti e votare", ha affermato il senatore della South Carolina. "Quindi, giovedì prossimo, voteremo sulla struttura di mercato. Abbiamo lavorato instancabilmente negli ultimi sei mesi per assicurarci che fossero disponibili bozze multiple per ogni membro della commissione". Una determinazione che potrebbe però rivelarsi controproducente se interpretata come una forzatura partitica su un tema che richiede necessariamente un ampio consenso bipartisan.
Le implicazioni di questo braccio di ferro vanno ben oltre la politica di Washington. L'incertezza regolamentare continua a pesare sull'industria crypto americana, che vede competitor internazionali come l'Unione Europea avanzare con framework chiari come il MiCA. Per gli exchange, i protocolli DeFi e gli emittenti di stablecoin operanti negli Stati Uniti, la mancanza di un quadro normativo definito rappresenta un ostacolo significativo alla crescita e all'innovazione. Il rischio concreto è che una votazione fallita possa congelare ulteriormente il processo legislativo, lasciando il settore in un limbo normativo per un periodo indefinito e potenzialmente favorendo la migrazione di progetti e capitali verso giurisdizioni più accoglienti.