Il settore bancario tradizionale statunitense sta finalmente abbattendo le barriere tra finanza regolamentata e crypto, e SoFi Technologies (SOFI) ha appena scritto un nuovo capitolo di questa storia. La fintech ha riattivato il trading di criptovalute per i propri clienti retail, diventando la prima banca nazionale americana a offrire nuovamente questo servizio dopo quasi due anni di pausa forzata. La mossa arriva sulla scia di un radicale cambio di rotta normativo federale e potrebbe innescare un effetto domino tra i colossi di Wall Street, da Morgan Stanley a Charles Schwab, aprendo potenzialmente l'accesso alle crypto a decine di milioni di americani attraverso canali bancari tradizionali.
Da questa settimana, una selezione di utenti SoFi può già acquistare e vendere Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) direttamente dall'app della piattaforma, con un rollout progressivo che entro fine 2025 raggiungerà tutti i 12,6 milioni di membri della base clienti. Il CEO Anthony Noto ha definito l'iniziativa "un momento cruciale in cui banking e crypto si incontrano in un'unica app", sottolineando l'importanza di fornire "un modo sicuro e regolamentato per entrare nel futuro del denaro".
Il contesto normativo che ha reso possibile questo rilancio rappresenta un cambio di paradigma rispetto all'approccio adottato durante l'amministrazione Biden. Sotto la presidenza Trump, sia l'Office of the Comptroller of the Currency (OCC) che la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) hanno pubblicato linee guida chiare che autorizzano le banche a custodire ed eseguire transazioni in asset digitali. Questa apertura regolatoria ha eliminato l'incertezza che aveva spinto SoFi a sospendere il servizio crypto nel 2023, quando la società stava ottenendo la licenza bancaria nazionale.
L'impatto potenziale sul mercato crypto va ben oltre il singolo ritorno di SoFi. Secondo indiscrezioni di mercato, Charles Schwab (SCHW), Morgan Stanley (MS) e PNC Financial (PNC) stanno già preparando offerte simili. Gli analisti prevedono che dopo i servizi di trading digitale arriveranno strumenti di pagamento basati su stablecoin e prodotti di deposito tokenizzati, mentre le banche tradizionali cercano di competere con rivali nativi blockchain e fintech pure.
Il framework normativo si è ulteriormente consolidato lo scorso luglio, quando Trump ha firmato una regolamentazione federale sulle stablecoin che consente alle banche di utilizzare token ancorati al dollaro come collaterale per prestiti e settlement. I top executive bancari – da Jamie Dimon di JPMorgan a Jane Fraser di Citigroup e Brian Moynihan di Bank of America – hanno tutti segnalato l'intenzione di partecipare all'ecosistema delle stablecoin e dei depositi tokenizzati.
La strategia crypto di SoFi va comunque oltre il semplice trading spot. Durante la call sugli utili del terzo trimestre, Noto ha delineato una roadmap 2026 definita "ambiziosa", che include l'emissione di una stablecoin brandizzata SoFi e la possibilità per i clienti di ottenere prestiti utilizzando le proprie crypto holdings come garanzia. La piattaforma già supporta pagamenti transfrontalieri tra USA e Messico sfruttando il Lightning Network di Bitcoin, risultando tra le prime integrazioni bancarie di questo protocollo di secondo livello.
L'approccio di SoFi potrebbe forzare la mano anche alle crypto-native che aspirano a entrare nel sistema bancario tradizionale. Diverse aziende del settore, tra cui Ripple, BitGo, Circle (CRCL) e Coinbase (COIN), stanno perseguendo licenze di trust bank nazionale dall'OCC, che le porrebbe sotto la stessa supervisione federale di SoFi. Si tratta di un movimento bidirezionale: mentre le banche tradizionali integrano crypto, le crypto-firm cercano legittimazione bancaria.
Nonostante la portata strategica dell'annuncio, la reazione degli investitori è stata contenuta. Il consensus degli analisti su SoFi resta frammentato: su 16 coperture degli ultimi tre mesi, solo cinque raccomandano l'acquisto, sette mantengono un rating neutrale e quattro consigliano la vendita. Il prezzo target medio a 12 mesi di 27,21 dollari implica un potenziale ribasso dell'11,25% rispetto alle quotazioni attuali, suggerendo che il mercato attende conferme operative prima di prezzare pienamente il valore della strategia crypto.
Resta da vedere se l'integrazione di SoFi diventerà il modello standard per il settore bancario americano. Se il rollout avrà successo, potrebbe accelerare massivamente l'adozione mainstream delle criptovalute, portando milioni di utenti bancari tradizionali a familiarizzare con Bitcoin ed Ethereum attraverso interfacce già note. Il vero test sarà la capacità di SoFi di bilanciare conformità normativa, sicurezza operativa e user experience crypto-friendly, in un contesto dove gli standard europei imposti da MiCA stanno già definendo nuovi benchmark globali per l'integrazione di asset digitali nel sistema finanziario regolamentato.