Il settore della finanza decentralizzata basata su Bitcoin sta per subire una trasformazione significativa con l'arrivo di una nuova soluzione che promette di eliminare gli intermediari tradizionali. Babylon, startup fondata da un professore di Stanford, ha raccolto 15 milioni di dollari da a16z crypto per sviluppare BTCVaults, un protocollo che consente ai possessori di BTC di utilizzare i propri asset come collaterale senza cederli a terze parti. L'iniziativa sfida direttamente i colossi del settore come Coinbase, Kraken e Tether, proponendo un approccio radicalmente diverso alla generazione di rendimento dalle riserve di Bitcoin.
Attualmente, quando un investitore desidera mettere a frutto i propri Bitcoin, deve necessariamente affidarsi a intermediari centralizzati. Il processo standard prevede lo scambio di BTC con collaterale sotto forma di stablecoin o wrapped BTC, che viene poi impiegato in protocolli di lending come Aave. Questo meccanismo comporta un trasferimento di custodia che fa perdere all'utente il controllo delle chiavi private, esponendolo a rischi di controparte.
David Tse, cofondatore di Babylon e docente a Stanford da oltre dieci anni, ha sviluppato BTCVaults proprio per superare queste criticità. Il protocollo decentralizzato permette la collateralizzazione diretta senza che l'utente debba rinunciare al possesso effettivo dei propri Bitcoin. "Stiamo costruendo protocolli usando tecnologie all'avanguardia per consentire alle persone di eliminare l'intermediario e raggiungere direttamente l'obiettivo, che è essere produttivi", ha dichiarato Tse in un'intervista.
L'investimento di a16z crypto, il braccio dedicato alle criptovalute di Andreessen Horowitz, rappresenta un segnale importante per il mercato. Nonostante Tse non abbia voluto rivelare la valutazione di Babylon, il round di finanziamento da 15 milioni di dollari conferma l'interesse dei principali venture capital verso soluzioni che aumentino la decentralizzazione nel settore DeFi legato a Bitcoin.
La roadmap di Babylon prevede l'integrazione con Aave nel secondo trimestre del 2026, quando il protocollo dovrebbe iniziare a generare ricavi. Attualmente l'azienda, che conta oltre 40 dipendenti, non produce entrate ma si concentra sullo sviluppo tecnologico. La collaborazione con uno dei principali protocolli di lending del panorama DeFi potrebbe rappresentare un punto di svolta per l'adozione della soluzione.
Tse ha fondato Babylon nel 2021 insieme a Fisher Yu, che ricopre il ruolo di CTO mentre lui stesso si occupa della ricerca scientifica. La società ha scelto una struttura non convenzionale, operando senza un CEO formale. Il background accademico di Tse è di primo livello: dottorato al MIT, 18 anni di insegnamento a UC-Berkeley e la direzione di un laboratorio di ricerca sulle blockchain a Stanford.
La filosofia alla base della startup riflette la volontà di trasformare la ricerca accademica in applicazioni pratiche. Tse paragona i paper accademici a opere d'arte ammirabili solo da pochi specialisti, mentre considera le startup come il veicolo naturale per convertire innovazione e idee in prodotti utilizzabili dal grande pubblico. Questo approccio potrebbe rappresentare un modello interessante per portare l'innovazione blockchain dal laboratorio al mercato.
Il posizionamento competitivo di Babylon è chiaro: l'azienda identifica come competitor diretti i servizi centralizzati che dominano il mercato della custodia e del lending di Bitcoin. La sfida sarà convincere gli utenti che detengono BTC presso exchange centralizzati a migrare verso una soluzione decentralizzata, bilanciando l'autonomia offerta dal protocollo con l'usabilità e la sicurezza percepita delle piattaforme tradizionali. Il successo dell'integrazione con Aave nel 2026 sarà cruciale per determinare se questo modello può davvero scalfire il dominio degli intermediari nel settore del Bitcoin lending.