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Trump: americani non paghino data center AI

Tempo di lettura 5 min
Lorenzo Bianchi
Di Lorenzo Bianchi
Trump: americani non paghino data center AI

Il mondo dei datacenter per l'intelligenza artificiale si trova improvvisamente al centro di una tempesta perfetta che coinvolge costi energetici, pressione politica e sostenibilità comunitaria. L'amministrazione Trump ha lanciato un ultimatum alle Big Tech: pagare il conto dell'energia necessaria per alimentare la corsa all'AI, senza scaricare l'onere sulle bollette dei cittadini americani. Microsoft è la prima azienda a rispondere pubblicamente, presentando un framework che potrebbe ridefinire il modello economico dell'infrastruttura tecnologica su larga scala, con implicazioni che si estendono ben oltre i confini statunitensi e toccano direttamente il settore crypto, anch'esso dipendente da enormi quantità di energia per mining e validazione delle transazioni.

La dichiarazione di Trump, diffusa attraverso Truth Social, è stata categorica: "Non voglio mai che gli americani paghino bollette elettriche più alte a causa dei datacenter". Una presa di posizione che segna un netto cambio di rotta rispetto alle promesse dello scorso anno, quando il Presidente aveva assicurato ai giganti tecnologici accesso illimitato all'energia per mantenere la leadership americana nella corsa all'AI. Ora la realtà dei consumi energetici esponenziali sta presentando il conto, e l'amministrazione chiede alle aziende di assumersi la responsabilità finanziaria diretta.

Microsoft ha risposto con quella che definisce "Community-First AI Infrastructure", un'iniziativa articolata in cinque impegni vincolanti. Il primo e più rilevante riguarda proprio il nodo energetico: l'azienda di Redmond si impegna a pagare tariffe elettriche sufficientemente elevate da coprire interamente i costi dei propri datacenter, inclusi gli investimenti necessari per espandere l'infrastruttura di rete. Brad Smith, vicepresidente e presidente di Microsoft, ha spiegato che la società chiederà alle utility di impostare tariffe specifiche per le sue strutture, evitando che i costi si riversino sulla collettività.

La questione ha risonanze dirette per l'ecosistema crypto, dove il dibattito sui consumi energetici del mining di Bitcoin e della validazione proof-of-work è da anni al centro delle critiche ambientaliste. La pressione politica per un pricing energetico "equo" potrebbe estendersi anche alle mining farm, modificando radicalmente l'economia di alcune operazioni, specialmente quelle che hanno beneficiato finora di tariffe industriali agevolate. Negli Stati Uniti, dove si concentra una quota significativa dell'hashrate globale di Bitcoin, eventuali aumenti dei costi elettrici per le infrastrutture ad alto consumo potrebbero ridisegnare la mappa geografica del mining.

Microsoft chiederà alle utility di impostare tariffe elettriche abbastanza elevate da coprire tutti i costi dei datacenter, inclusa l'espansione dell'infrastruttura di rete

Smith ha riconosciuto in modo esplicito che "alcuni hanno suggerito che l'AI sarà così benefica che il pubblico dovrebbe contribuire a pagare l'elettricità aggiuntiva necessaria", una posizione che l'azienda ora respinge formalmente. Parallelamente, il presidente ha riconosciuto che altri ritengono l'AI una bolla destinata a scoppiare, con conseguenze che ricadrebbero su un'ampia platea di stakeholder. La cautela è simile a quella che permea attualmente il mercato crypto dopo i crolli del 2022, dove l'entusiasmo tecnologico deve ora bilanciare sostenibilità economica e responsabilità sociale.

Gli altri impegni di Microsoft includono la riduzione del 40% nell'intensità d'uso dell'acqua entro il 2030, nonostante i dati del 2023 mostrino un aumento del 34% nei consumi idrici rispetto all'anno precedente, raggiungendo 6,4 milioni di metri cubi. L'azienda promette inoltre di creare posti di lavoro stabili, investire nelle comunità locali attraverso tassazione e sostenere programmi di formazione sull'AI. Critici dei datacenter sottolineano tuttavia che, dopo la fase costruttiva che impiega migliaia di lavoratori, le strutture operative richiedono spesso appena 50 dipendenti permanenti.

Val Walsh, vicepresidente di Microsoft per Cloud Operations & Innovation, aveva lamentato a giugno durante il Datacloud Global Congress in Francia che "ci sono comunità che non ci vogliono", criticando la mancanza di allineamento pubblico sulla necessità dei datacenter. Il nuovo framework sembra rispondere direttamente a queste resistenze, cercando di trasformare le Big Tech in partner comunitari piuttosto che semplici consumatori di risorse.

Per il settore blockchain, le implicazioni sono molteplici. Il modello "community-first" potrebbe diventare uno standard anche per le operazioni crypto su larga scala, spingendo mining farm e validator node a stipulare accordi simili con le utility locali. In Europa, dove la regolamentazione MiCA sta già introducendo requisiti di sostenibilità per gli asset digitali, questa evoluzione potrebbe anticipare futuri obblighi normativi. La questione energetica rimane centrale per la legittimazione mainstream delle criptovalute, e ogni segnale di responsabilizzazione da parte dell'industria tech tradizionale potrebbe influenzare positivamente la percezione pubblica anche del mining di Bitcoin ed Ethereum.

L'iniziativa di Microsoft arriva mentre Trump mantiene una posizione ostile verso le energie rinnovabili, creando un paradosso: molti datacenter AI stanno invece orientandosi verso solare ed eolico per contenere i costi operativi a lungo termine. Questo disallineamento tra politica energetica federale e strategie aziendali potrebbe aprire spazi per soluzioni innovative, incluso l'utilizzo di energia in eccesso dalle reti rinnovabili per operazioni crypto, un modello già sperimentato in alcune giurisdizioni. La capacità delle aziende tecnologiche di navigare queste tensioni tra pressione politica, sostenibilità economica e responsabilità sociale determinerà non solo il futuro dei datacenter AI, ma anche le condizioni operative per l'intera infrastruttura blockchain globale nei prossimi anni.

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