Il mondo crypto sta attraversando una fase di turbolenza sempre più evidente, e l'ultima mossa di World Liberty Financial (WLFI) potrebbe rappresentare il segnale più preoccupante della crisi in corso. La società fondata con il sostegno dell'ex presidente Donald Trump ha infatti promosso su X un memecoin chiamato Shit Piss Skin Can (SPSC), scatenando un pump del 300% ma sollevando interrogativi sulla reale solidità dell'ecosistema crypto legato alla famiglia Trump. Questo evento arriva mentre Bitcoin (BTC) registra un calo del 22% su base mensile e le preoccupazioni sulla stabilità delle stablecoin si intensificano.
Il token SPSC prende il nome da un rant diventato leggendario nel settore, pronunciato nel 2018 da Chase Herro, co-fondatore di World Liberty Financial. Nel video, registrato mentre guidava una Rolls Royce, Herro sosteneva che nel mercato crypto si potesse "letteralmente vendere merda in lattina, avvolta nella piscio, ricoperta di pelle umana per un miliardo di dollari, se la narrativa è quella giusta, perché la gente la comprerà comunque". Una frase che, da critica cinica al bull market del 2018, è diventata ora paradossalmente il nome di un memecoin che WLFI stessa ha deciso di promuovere.
La mossa ha generato reazioni contrastanti anche all'interno della crypto community. Diversi crypto influencer hanno accusato il progetto di insider trading e di mancare di rispetto agli holder di WLFI. Il tweet promozionale, che recitava "Se stanno per creare una coin in onore del nostro Co-Fondatore... noi ci siamo", ha sollevato dubbi sull'etica e sulla strategia di una società che dovrebbe "costruire il futuro della finanza", come recita il suo slogan ufficiale.
Il contesto di mercato attuale rende questa promozione ancora più problematica. Bitcoin ha perso il 22% del suo valore nell'ultimo mese, trascinando con sé l'intero settore. Strategy, la società di Michael Saylor nota per accumulare BTC come asset di riserva principale, ha visto le proprie azioni crollare del 50% negli ultimi tre mesi, con una capitalizzazione di mercato ora inferiore al valore del Bitcoin detenuto nei suoi wallet. Un segnale tecnico preoccupante che indica una perdita di fiducia degli investitori nella strategia di accumulo a oltranza.
Ma la crisi non si limita alla volatilità dei prezzi. Le stablecoin, pilastro fondamentale della liquidità negli exchange decentralizzati e centralizzati, stanno mostrando crepe strutturali. S&P Global Ratings ha declassato Tether (USDT), la stablecoin più utilizzata al mondo con oltre 120 miliardi di dollari di capitalizzazione, assegnandole il rating più basso sulla scala a cinque punti: 5, considerato "debole". Secondo l'analisi del Financial Times, le riserve di Tether sono eccessivamente esposte ad asset ad alto rischio, tra cui obbligazioni corporate, crypto, oro, metalli preziosi e prestiti garantiti, con una trasparenza limitata che ricorda i giorni bui di FTX.
Il recente trasferimento della sede di Tether in El Salvador, paese guidato da un presidente di estrema destra che investe le riserve nazionali in Bitcoin, non contribuisce certo a rassicurare i mercati. Per chi opera con DeFi o trading algoritmico, l'affidabilità delle stablecoin è cruciale: se USDT dovesse perdere il peg con il dollaro, l'effetto domino coinvolgerebbe l'intero ecosistema, dagli AMM di Uniswap ai protocolli di lending come Aave.
Anche il patrimonio netto della famiglia Trump nel settore crypto ne risente: secondo Bloomberg, sarebbe sceso da 7,7 miliardi di dollari a settembre a circa 6,7 miliardi attualmente. Una perdita di un miliardo che potrebbe spiegare le mosse sempre più disperate di World Liberty Financial, società lanciata nel 2024 da Chase Herro e Zachary Folkman con il backing di Donald Trump, Eric Trump e Donald Trump Jr. Herro, ex guru del dimagrimento e affiliate marketer con un passato in carcere per spaccio di marijuana, è ora al centro dell'impero crypto del presidente, nonostante il suo stesso video-manifesto evidenziasse l'assurdità speculativa del settore.
Chi ha vissuto il crypto winter del 2022 riconoscerà i segnali: quando le pool di liquidità reale si prosciugano, le iniziative diventano sempre più disperate e surreali. La promozione di un memecoin chiamato letteralmente "Merda Piscio Pelle Umana" da parte di un progetto istituzionale legato a un presidente non è solo grottesca, è sintomatica di un sistema che, a distanza di 16 anni dalla nascita di Bitcoin, non ha ancora dimostrato utilità reale oltre la speculazione. Domino's Pizza continua a non accettare BTC come metodo di pagamento, e l'adozione mainstream rimane un miraggio nonostante i miliardi investiti in marketing e lobbying.
Per gli investitori italiani, già soggetti a normative fiscali stringenti e con MiCA alle porte nel 2025, questo episodio dovrebbe rappresentare un ulteriore campanello d'allarme. Quando progetti con pretese istituzionali si riducono a shillare memecoin dalla nomenclatura volutamente provocatoria, la prudenza dovrebbe prevalere sul FOMO. Il mercato crypto sta mostrando tutti i sintomi di una fase pre-capitolazione, e la storia insegna che in questi momenti la preservazione del capitale diventa prioritaria rispetto alla ricerca di gain improbabili su token senza fundamentals.