Il mercato delle criptovalute si prepara a un possibile ridimensionamento per XRP (XRP), il token nativo del network di pagamenti Ripple, dopo un 2025 caratterizzato da rally significativi e catalizzatori storici ormai alle spalle. Mentre Bitcoin (BTC) ha dominato le narrative del settore nell'ultimo decennio, alcune altcoin hanno registrato performance sorprendenti nel breve termine: XRP ha guadagnato il 34% nell'ultimo anno, contro un ritracciamento del 14% di Bitcoin nello stesso periodo. Tuttavia, diversi analisti ritengono che il bridge currency di Ripple potrebbe perdere fino al 50% del proprio valore nel 2026, riportandosi a quota 1 dollaro. La questione solleva interrogativi cruciali sulla sostenibilità dei pump delle altcoin una volta esauriti i driver fondamentali.
L'ascesa di XRP nel 2025 è stata alimentata da una combinazione perfetta di fattori. La vittoria elettorale di Donald Trump a novembre ha rappresentato un game-changer per l'intero ecosistema crypto, con il mercato che ha interpretato la sua presidenza come più favorevole rispetto all'alternativa democratica. Questo sentiment bullish ha sollevato non solo Bitcoin ma l'intero comparto delle altcoin, con XRP tra i principali beneficiari del cambio di amministrazione.
La risoluzione della controversia legale tra Ripple e la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense ha rimosso un overhang normativo che pesava sul token da anni. La sentenza del 2023 aveva stabilito una distinzione cruciale: mentre le vendite di XRP a investitori istituzionali violavano le leggi sui titoli, le vendite sui exchange pubblici non costituivano violazione. L'accordo tra le parti per ritirare tutti gli appelli ha eliminato anni di incertezza, aprendo la strada all'approvazione degli ETF spot su XRP, strumenti che hanno fornito agli investitori tradizionali un accesso regolamentato all'esposizione sul token.
L'utilità crescente di RippleNet ha rappresentato un ulteriore pilastro della narrazione bullish. Oltre 300 istituzioni finanziarie globali utilizzano attualmente il network di pagamenti, con alcune che si affidano a XRP come valuta ponte per transazioni cross-border. Il XRP Ledger può validare e finalizzare transazioni in circa tre-cinque secondi, con costi operativi che si aggirano su frazioni di centesimo per operazione. Questa efficienza ha attirato l'attenzione di analisti come Geoff Kendrick di Standard Chartered, che ha fissato un price target di 12,50 dollari entro il 2028, implicando un potenziale upside superiore al 500%.
Tuttavia, la prospettiva per il 2026 presenta criticità strutturali significative. Il primo nodo riguarda l'assenza di catalizzatori maggiori all'orizzonte: con la battaglia legale conclusa e gli ETF spot già approvati, mancano eventi in grado di sostenere il momentum speculativo che tipicamente caratterizza il trading di XRP. I flussi iniziali verso i nuovi prodotti ETF si sono già materializzati, lasciando il token esposto alla volatilità emotiva che spesso domina il mercato delle altcoin.
La narrativa sull'adozione di massa presenta lacune evidenti quando esaminata criticamente. SWIFT, lo standard industriale per i pagamenti interbancari internazionali, mantiene una dominanza schiacciante con oltre 11.000 istituzioni aderenti. Soppiantare un'infrastruttura così radicata rappresenta una sfida titanica, e i progressi incrementali di RippleNet potrebbero non essere sufficienti a giustificare valutazioni elevate. Inoltre, è cruciale sottolineare che RippleNet non richiede necessariamente l'utilizzo di XRP per facilitare i pagamenti: il token è comunemente utilizzato come bridge currency, ma non universalmente in tutti i corridoi di pagamento.
Un errore concettuale diffuso tra gli investitori è la correlazione diretta tra il successo di Ripple come azienda e il valore di XRP. Ripple Labs può generare profitti sostanziosi dalle commissioni su RippleNet indipendentemente dalle performance del token. XRP non rappresenta equity nella società né ha uno yield intrinseco, elemento che lo distingue fondamentalmente dagli investimenti tradizionali. Gli acquisti di XRP da parte delle istituzioni finanziarie rimangono essenziali per sostenere la domanda, ma non sono garantiti né universali.
La competizione tecnologica rappresenta un ulteriore fattore bearish. Mentre i tempi di settlement di tre-cinque secondi del XRP Ledger sono impressionanti rispetto ai metodi tradizionali che richiedono fino a una settimana, Solana (SOL) può validare transazioni in una media di 400 millisecondi. Analogamente, Stellar (XLM) offre una piattaforma peer-to-peer con prestazioni comparabili in termini di velocità. Il vantaggio competitivo di XRP nei pagamenti cross-border non è quindi esclusivo né insormontabile.
La correlazione crescente tra mercati crypto e azionari tradizionali introduce rischi sistemici. Nonostante dovrebbero essere asset class indipendenti, Bitcoin e le altcoin si sono mossi in lockstep con Wall Street negli ultimi trimestri. Lo Shiller P/E Ratio dell'S&P 500 ha raggiunto un multiplo di 41,20 a fine ottobre, il secondo valore più alto registrato durante un bull market continuo dal 1871. Valutazioni azionarie storicamente elevate aumentano la probabilità di correzioni, e un eventuale bear market sui mercati tradizionali trascinerebbe probabilmente il settore crypto, con le altcoin come XRP tra i segmenti più vulnerabili.
Il contesto normativo europeo, pur meno rilevante per la vicenda specifica di Ripple, continua a evolversi con l'implementazione del regolamento MiCA, che potrebbe influenzare la classificazione e il trattamento dei bridge currency in giurisdizioni chiave. Per gli investitori italiani ed europei, la distinzione tra token di utilità e security rimane centrale nelle valutazioni di rischio, soprattutto dopo le battaglie legali che hanno caratterizzato XRP negli Stati Uniti.
Dopo un anno in cui tutti i fattori si sono allineati perfettamente per favorire XRP, il 2026 potrebbe rivelare le debolezze strutturali di un token il cui valore dipende fortemente da narrative speculative piuttosto che da fondamentali economici solidi. La possibilità di un ritorno a 1 dollaro rappresenterebbe un dimezzamento dai livelli attuali, uno scenario che richiederebbe agli holder di riconsiderare la tesi d'investimento una volta dissipato l'entusiasmo degli ultimi mesi. Il mercato crypto rimane notoriamente imprevedibile, ma l'assenza di driver tangibili e la competizione tecnologica crescente suggeriscono cautela per chi detiene posizioni significative in XRP.