Il mercato delle criptovalute registra un segnale tecnico rilevante: XRP (XRP) guadagna circa il 6% portandosi intorno a quota 1,42 dollari, mentre i dati on-chain e sugli exchange raccontano una storia di accumulo che va ben oltre il semplice rimbalzo speculativo. La mossa arriva in un contesto di mercato che vede Bitcoin (BTC) avvicinarsi alla soglia dei 67.000 dollari, con gli altcoin che iniziano a mostrare un momentum indipendente e potenzialmente più strutturato. Per gli investitori europei che monitorano le dinamiche del settore, i segnali istituzionali attorno a XRP meritano un'analisi approfondita, soprattutto in una fase in cui la differenziazione all'interno dei portafogli crypto sta diventando sempre più marcata.
Il dato più significativo arriva dall'exchange Bitrue, storico sostenitore di XRP, che ha comunicato a CoinDesk una spike straordinaria nell'attività spot tra il 23 e il 24 febbraio: i volumi di acquisto retail sono cresciuti del 212%, con gli ordini di acquisto che hanno superato quelli di vendita con un rapporto superiore a due a uno. Questo tipo di squilibrio tra domanda e offerta sui mercati spot, distinto dalla speculazione a leva tipica dei derivati, è spesso interpretato dalla community come un segnale di posizionamento genuino piuttosto che di semplice trading algoritmico.
Sul fronte istituzionale, il quadro si fa ancora più interessante. Gli ETF su XRP lanciati a metà novembre hanno accumulato circa 1,1 miliardi di dollari in asset netti, con flussi settimanali positivi e pochissime giornate di deflusso significativo. Il confronto con gli ETF su Bitcoin — che risultano in territorio negativo su base annua — suggerisce una potenziale rotazione interna ai portafogli crypto, piuttosto che un'uscita generalizzata dal settore. In Europa, dove il quadro normativo MiCA sta progressivamente definendo l'accesso agli strumenti finanziari legati alle criptovalute, questi flussi istituzionali rappresentano un indicatore da tenere sotto osservazione.
Dal punto di vista tecnico, la mossa decisiva è arrivata con la rottura sostenuta della resistenza a 1,37 dollari. Il volume ha raggiunto 259 milioni, più del doppio della media giornaliera, confermando che il breakout non è avvenuto in condizioni di liquidità sottile. Il prezzo ha poi consolidato intorno a 1,42 dollari dopo aver testato brevemente 1,43, costruendo minimi crescenti durante l'intera sessione: una struttura che i trader definirebbero costruttiva nel breve termine.
C'è però un elemento di contesto che rafforza la narrativa del recupero strutturale: a metà febbraio, durante la fase di drawdown più acuta, i trader spot hanno realizzato perdite per quasi 1,93 miliardi di dollari, secondo i dati di Bitrue. Questa tipologia di capitolazione, che tecnicamente "pulisce" la leva speculativa accumulata, storicamente ha preceduto recuperi più solidi una volta che la pressione di vendita forzata si esaurisce — un pattern già osservato in precedenti cicli di mercato.
I livelli chiave che i trader monitorano adesso sono precisi: la zona 1,40-1,42 dollari deve reggere come nuovo supporto per confermare il breakout. Al rialzo, la resistenza critica si trova a 1,45 dollari, la cui rottura aprirebbe spazio verso 1,50 e potenzialmente 1,57 dollari. Se invece XRP dovesse scivolare nuovamente sotto 1,37 dollari, il breakout rischierebbe di trasformarsi in un falso segnale, riportando il prezzo nel precedente range di consolidamento.
Il quadro più ampio del mercato offre ulteriore contesto: Bitcoin ha sfiorato i 70.000 dollari prima di ritracciare verso 68.300 dollari, incapace di riconquistare quel livello di resistenza chiave. Nel frattempo, Ethereum (ETH), Solana (SOL), Cardano (ADA) e Dogecoin (DOGE) hanno sovraperformato BTC nella stessa sessione, segnalando un rinnovato appetito per il rischio e una rotazione verso token con maggiore volatilità potenziale — i cosiddetti high-beta asset del settore crypto.
Gli analisti, tuttavia, invitano alla cautela sul quadro macro di medio termine: le condizioni macroeconomiche restano fragili, la supply di stablecoin è stagnante e il rischio di liquidazioni a cascata sotto i 60.000 dollari per Bitcoin rimane un fattore da non sottovalutare. Per XRP, la conferma del trend dipenderà dalla capacità del mercato di generare follow-through sopra la resistenza a 1,45 dollari nei prossimi giorni, trasformando quello che oggi appare come un segnale promettente in una struttura di prezzo solida e sostenibile.