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XRP vs Dogecoin: quale può farti diventare milionario?

Tempo di lettura 5 min
Lorenzo Bianchi
Di Lorenzo Bianchi
XRP vs Dogecoin: quale può farti diventare milionario?

Il mercato crypto si interroga sul potenziale a lungo termine di due veterane del settore lanciate nel lontano 2013: XRP (XRP) e Dogecoin (DOGE). Entrambe hanno generato guadagni straordinari per i primi investitori, trasformando 10.000 dollari in cifre milionarie, ma oggi affrontano sfide strutturali che mettono in dubbio la loro capacità di replicare performance simili. Negli ultimi dodici mesi, XRP ha perso quasi il 10% del proprio valore, mentre DOGE è crollata del 60%, segnali che evidenziano una perdita di attrattività in un mercato sempre più orientato verso utility concrete e innovazione tecnologica. L'interrogativo cruciale per trader e holder è se questi asset possano ancora rappresentare opportunità di crescita esponenziale o se il loro momento di gloria appartenga definitivamente al passato.

Sul fronte dell'architettura blockchain, le differenze tra i due progetti sono sostanziali. XRP funziona come token nativo dell'XRP Ledger, una soluzione sviluppata dai fondatori di Ripple Labs per ottimizzare le transazioni finanziarie transfrontaliere. Il sistema utilizza XRP come valuta ponte, convertendo istantaneamente coppie di valute fiat attraverso il token per poi riconvertirle nella valuta di destinazione, un processo che si posiziona come alternativa più economica e veloce ai tradizionali trasferimenti SWIFT. Caratteristica peculiare: l'intera supply di 100 miliardi di token è stata pre-mintata, eliminando la possibilità di mining o staking come avviene per Bitcoin ed Ethereum.

Dogecoin segue invece un modello completamente differente. Nato dal fork di Litecoin, che a sua volta deriva dalla blockchain di Bitcoin (BTC), mantiene il meccanismo di consenso Proof of Work con mining attivo. A differenza di Bitcoin e Litecoin però, DOGE non prevede un cap massimo alla supply, contando attualmente 168 miliardi di token in circolazione. Questa scelta progettuale mira a incentivare l'utilizzo del token come mezzo di pagamento piuttosto che come riserva di valore, una filosofia che si scontra con l'approccio deflazionistico dominante nel settore.

Un limite tecnico accomuna entrambe le blockchain: nessuna delle due supporta nativamente gli smart contract, strumento fondamentale per lo sviluppo di dApp e asset tokenizzati che rappresentano il cuore dell'ecosistema DeFi. Recentemente sono stati implementati layer di compatibilità con applicazioni Ethereum, ma si tratta di soluzioni parziali che non colmano il gap tecnologico con piattaforme di nuova generazione come Solana o Avalanche.

Un investimento di 10.000 dollari in XRP al lancio varrebbe oggi 3,57 milioni, mentre lo stesso capitale in Dogecoin sarebbe cresciuto a circa 7 milioni

Il percorso regolamentare di XRP ha segnato profondamente il suo valore negli ultimi anni. La causa intentata dalla Securities and Exchange Commission nel 2020 contro Ripple Labs ha rappresentato un momento critico per l'intero settore, con l'accusa di aver venduto XRP come security non registrata per finanziare l'espansione aziendale. I principali exchange hanno delistato il token, mentre partner finanziari strategici hanno abbandonato la piattaforma. La conclusione del procedimento nell'agosto scorso, con una sanzione più leggera del previsto e la sentenza che esclude la classificazione come security per le vendite retail su exchange pubblici, ha riabilitato XRP permettendone il re-listing e l'approvazione dei primi ETF spot a fine 2025.

Nonostante la vittoria legale, XRP affronta una concorrenza crescente dalle stablecoin, inclusa la RLUSD della stessa Ripple, che offrono maggiore stabilità come valute ponte grazie all'ancoraggio al dollaro. Questa evoluzione potrebbe erodere il caso d'uso principale di XRP, mentre il token non può competere né sulla scarsità come Bitcoin né sull'utilità per sviluppatori come Ethereum, lasciando una proposta di valore ambigua nel lungo periodo.

Il fenomeno Dogecoin si inserisce in una dinamica completamente diversa, alimentata principalmente da buzz sociale e celebrity endorsement. Figure come Elon Musk, Mark Cuban e Snoop Dogg hanno amplificato la visibilità del meme coin attraverso social media, con i tweet di Musk capaci di generare pump significativi. Sul fronte dell'adozione, Tesla e altre aziende hanno iniziato ad accettare DOGE come metodo di pagamento, mentre recentemente CleanCore Solutions ha annunciato l'acquisizione del 5% della supply circolante per costruire un "Dogecoin Treasury". L'approvazione degli ETF spot a fine 2025 ha ulteriormente facilitato l'accesso agli investitori retail.

Tuttavia, questa narrativa basata sull'hype solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine. DOGE non presenta vantaggi tecnici evidenti rispetto a Bitcoin, Litecoin o altri token minabili, e la sua inflazione illimitata contrasta con la tendenza del mercato verso asset scarsi. L'assenza di utility concrete al di là della funzione di mezzo di scambio lo rende vulnerabile a cambiamenti di sentiment, come dimostrato dal crollo del 60% nell'ultimo anno.

Analizzando il potenziale futuro, entrambi i token difficilmente replicheranno guadagni capaci di trasformare 10.000 dollari in un milione nel prossimo decennio. In un'ottica di investimento a lunghissimo termine, XRP mantiene fondamentali più solidi grazie all'integrazione nell'ecosistema fintech di Ripple. La richiesta di licenza bancaria negli Stati Uniti depositata lo scorso luglio rappresenta un'evoluzione strategica che potrebbe valorizzare significativamente il token nei prossimi due decenni, posizionando Ripple come player regolamentato nel sistema finanziario tradizionale. Dogecoin rimane invece ancorato a dinamiche speculative e social media engagement, caratteristiche che storicamente non hanno sostenuto valutazioni stabili nel mondo crypto.

Per gli investitori europei, la prospettiva regolamentare assume particolare rilevanza. Il framework MiCA in fase di implementazione nell'Unione Europea potrebbe favorire progetti con governance chiara e compliance strutturata come Ripple, mentre asset puramente speculativi potrebbero incontrare resistenze normative crescenti. La sensibilità del mercato italiano verso sicurezza e conformità suggerisce un approccio prudente, privilegiando progetti con casi d'uso verificabili rispetto a token sostenuti prevalentemente da sentiment retail.

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