Il Tesoro degli Stati Uniti ha confermato una svolta strategica nella gestione del Bitcoin confiscato dalle autorità federali: tutti i BTC sequestrati verranno destinati alla Strategic Bitcoin Reserve (SBR) anziché essere venduti all'asta come avvenuto negli anni precedenti. L'annuncio arriva direttamente dal Segretario al Tesoro Scott Bessent durante il World Economic Forum di Davos, segnando un cambio di paradigma nel rapporto tra istituzioni statunitensi e criptovalute. La decisione si inserisce in una strategia più ampia dell'amministrazione per attrarre l'innovazione nel settore crypto sul territorio americano, mantenendo al contempo il controllo federale sugli asset digitali sequestrati.
La posizione di Bessent risponde alle crescenti preoccupazioni della comunità crypto riguardo la gestione dei 57,55 BTC confiscati agli sviluppatori di Samourai Wallet, per un valore di circa 6,3 milioni di dollari. Nelle settimane precedenti erano circolate speculazioni su una possibile vendita di questi fondi dopo che alcune analisi on-chain avevano tracciato movimenti verso un indirizzo Coinbase Prime risultato poi vuoto, alimentando il sospetto di una liquidazione in violazione dell'ordine esecutivo presidenziale.
Patrick Witt, membro del President's Council of Advisors for Digital Assets, ha categoricamente smentito qualsiasi vendita, confermando che il Dipartimento di Giustizia non ha liquidato né liquiderà i BTC in questione. La chiarificazione ufficiale ha placato i timori di una contraddizione rispetto all'Executive Order 14233, firmato a marzo 2025, che istituisce formalmente la riserva strategica di Bitcoin e ne definisce i criteri di gestione.
Durante l'intervista a Davos, Bessent ha tracciato un parallelismo significativo tra Bitcoin e asset strategici tradizionali come oro e riserve petrolifere, sottolineando come la nuova amministrazione consideri BTC un asset strategico di lungo termine. Questa equiparazione rappresenta un riconoscimento senza precedenti del valore macro-economico delle criptovalute da parte delle istituzioni finanziarie statunitensi di massimo livello.
La questione tocca anche i fondi sequestrati in relazione a Tornado Cash nel Southern District di New York. Sebbene Bessent si sia rifiutato di commentare i contenziosi legali in corso, ha ribadito il principio generale: una volta risolte le questioni giudiziarie, qualsiasi Bitcoin confiscato verrà trattenuto dal governo federale invece di essere disperso sul mercato attraverso aste pubbliche come avvenuto in passato con quantitativi massicci provenienti da sequestri come quello di Silk Road.
Il Segretario al Tesoro ha inquadrato questa strategia in una visione più ampia di competitività normativa, con l'obiettivo dichiarato di rendere gli Stati Uniti il territorio con "il miglior regime regolamentare per gli asset digitali". Bessent ha citato il Genius Act, legislazione bipartisan che codifica le regole sulle stablecoin a livello federale, come esempio dell'approccio pro-innovazione dell'amministrazione.
L'approccio "pro-onshore" del Tesoro mira esplicitamente ad attrarre sviluppatori, progetti e capitali crypto sul suolo americano, cercando di bilanciare innovazione e supervisione federale. Questa strategia contrasta con le incertezze normative che hanno caratterizzato gli anni precedenti, durante i quali molte società crypto hanno considerato di delocalizzare le operazioni verso giurisdizioni più accoglienti.
Per il mercato crypto, la conferma che decine di migliaia di BTC confiscati non verranno venduti rappresenta un fattore potenzialmente bullish, eliminando una fonte significativa di pressione al ribasso. Le vendite governative del passato hanno spesso creato volatilità, specialmente quando effettuate in quantitativi rilevanti senza coordinamento con le condizioni di mercato. La transizione verso una logica di accumulo strategico ribalta completamente questo paradigma, trasformando il governo federale da venditore occasionale a holder istituzionale di lungo periodo.