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Bitcoin e oro pronti a shock dopo alert dollaro

Bitcoin crolla da 96.000 a 90.000 dollari mentre l'oro raggiunge nuovi massimi storici. I dazi di Trump e le tensioni geopolitiche spingono gli investitori verso i beni rifugio tradizionali.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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Bitcoin e oro pronti a shock dopo alert dollaro

Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di profonda divergenza rispetto agli asset tradizionalmente considerati beni rifugio. Mentre Bitcoin (BTC) ha subito un crollo improvviso da quasi 96.000 dollari a poco più di 90.000 dollari nel giro di pochi minuti, l'oro ha toccato nuovi massimi storici, evidenziando come gli investitori stiano privilegiando il metallo prezioso in un contesto di crescente incertezza geopolitica. La guerra commerciale innescata dai dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump, ora estesa anche a otto alleati NATO in relazione alla controversia sulla Groenlandia, sta mettendo sotto pressione sia il dollaro che le crypto, con i trader che si preparano a dati sull'inflazione potenzialmente più elevati del previsto.

La dinamica attuale rappresenta un'inversione netta rispetto al debasement trade del 2024, quando Bitcoin e oro erano saliti di pari passo come protezione contro la svalutazione del dollaro. Oggi questa correlazione si è spezzata, con BTC che arretra mentre l'oro vola, sollevando interrogativi sulla tenuta della narrazione del "digital gold" in momenti di stress geopolitico acuto. Gli economisti di Barclays e Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo le stime sull'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) di dicembre, portandole tra il 2,8% e il 2,9%, mentre BNP Paribas prevede un dato "significativamente" superiore all'indice CPI del 2,7% della scorsa settimana.

Il dato PCE, che sarà pubblicato giovedì e rappresenta la misura preferita dalla Federal Reserve per valutare le pressioni inflazionistiche, potrebbe riaprire lo scenario temuto della stagflazione: crescita economica stagnante combinata con prezzi in rapida ascesa. Questo contesto macroeconomico sfavorevole sta pesando in particolare sugli asset a rischio come le criptovalute, mentre gli investitori si rifugiano nell'oro fisico. Peter Schiff, noto critico di Bitcoin e sostenitore dell'oro, ha avvertito su X che "un imminente crollo del dollaro farà schizzare i prezzi al consumo", prevedendo una "stagflazione senza precedenti".

Il Dollar Index è crollato sotto quota 99,00 dopo aver toccato un massimo di sei settimane, mentre oro e argento hanno raggiunto nuovi record storici

L'analisi tecnica sul mercato crypto non promette miglioramenti immediati. Nic Puckrin, analista di asset digitali e co-fondatore di Coin Bureau, prevede ulteriori ribassi per Bitcoin a meno che non intervengano acquirenti significativi, identificando un supporto critico attorno agli 88.000 dollari. Le incertezze geopolitiche legate alla questione della Groenlandia, secondo Puckrin, "probabilmente peggioreranno prima di migliorare", creando un clima avverso per gli asset rischiosi come le criptovalute.

Parallelamente, il CEO di Bank of America ha lanciato un avvertimento da 6 trilioni di dollari sul settore crypto, segnalando preoccupazioni crescenti da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali. Questo mentre l'oro si avvicina a target che fino a poco tempo fa sembravano irrealistici: David Wilson, responsabile strategia commodities di BNP Paribas, ha dichiarato a Bloomberg che l'oro a 5.000 dollari l'oncia, un tempo considerato un "grande obiettivo", ora appare raggiungibile.

La debolezza del dollaro, paradossalmente, non sta beneficiando Bitcoin come accaduto in passato. David Morrison, analista senior di Trade Nation, ha evidenziato come le minacce tariffarie del presidente Trump ai partner commerciali e agli alleati NATO abbiano innescato una vendita massiccia del dollaro, ma senza che questo si traducesse in afflussi verso le crypto. Il fenomeno suggerisce che in condizioni di stress geopolitico estremo, gli investitori preferiscono ancora asset tangibili come l'oro rispetto alle valute digitali.

Per il mercato crypto, la sfida è duplice: da un lato deve confrontarsi con la concorrenza dell'oro come bene rifugio, dall'altro deve resistere alla pressione derivante dalle preoccupazioni sulla crescita economica globale. La capacità di Bitcoin di mantenere il supporto critico degli 88.000 dollari potrebbe determinare se la correzione attuale si trasformerà in un bear market più profondo o rappresenterà solo una pausa temporanea nel trend rialzista di lungo periodo. I prossimi giorni, con la pubblicazione dei dati PCE, saranno decisivi per definire la direzione del mercato nelle prossime settimane.

Fonte dell'articolo: www.forbes.com

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