Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di forte correzione, con Bitcoin (BTC) che registra il drawdown più profondo degli ultimi dodici mesi. La principale criptovaluta per capitalizzazione ha subito un crollo del 36% dal suo massimo storico raggiunto il 6 ottobre, segnando quattro chiusure settimanali consecutive in territorio negativo. Si tratta della flessione più severa registrata dall'inizio del 2024, un periodo che aveva visto il mercato consolidarsi dopo le turbolenze del bear market 2022-2023.
La correlazione con i mercati azionari tradizionali emerge con chiarezza dall'analisi del selloff del 20 novembre, quando Bitcoin è crollato parallelamente agli indici azionari statunitensi. Il Nasdaq ha registrato la sua peggiore performance giornaliera da ottobre, trascinando al ribasso gli asset rischiosi. Tuttavia, mentre gli equity hanno recuperato completamente le perdite nei giorni successivi, BTC continua a mostrare debolezza relativa, scambiando ancora 4,2% sotto i livelli di apertura del 20 novembre nonostante il tentativo di rimbalzo.
Il crollo ha generato un'impennata nell'attività di trading che rivela il panico degli investitori retail e istituzionali. I volumi spot su Bitcoin sono schizzati a 14,3 miliardi di dollari, mentre gli Exchange Traded Products dedicati a BTC hanno registrato il secondo maggior deflusso dell'anno 2025. Questi dati suggeriscono una significativa presa di profitto da parte degli holder di lungo periodo e una riduzione dell'esposizione da parte degli investitori istituzionali tramite veicoli regolamentati.
Il mercato dei derivati offre ulteriori indizi sulla dinamica della correzione. L'open interest sui perpetual futures ha brevemente toccato un picco annuale nelle vicinanze dei 325.000 BTC, per poi ripiegare rapidamente a quota 300.000 BTC. Parallelamente, i funding rate sono crollati, segnalando una massiccia riduzione delle posizioni long da parte dei trader che utilizzano la leva finanziaria. Questo deleveraging forzato amplifica tipicamente i movimenti al ribasso, ma rappresenta anche un prerequisito per una stabilizzazione sostenibile del prezzo.
Dal punto di vista macroeconomico, la tempistica della correzione coincide con un periodo di incertezza sui mercati globali e con aspettative contrastanti sulla politica monetaria della Federal Reserve. La correlazione tra Bitcoin e gli asset rischiosi tradizionali rimane elevata, minando la narrativa di BTC come "bene rifugio digitale" e confermando invece il suo comportamento da asset speculativo ad alto beta.
Con i mercati statunitensi parzialmente o completamente chiusi per il Thanksgiving nel corso di questa settimana, gli analisti si attendono una possibile fase di consolidamento per Bitcoin. La riduzione della liquidità e dei volumi tipica dei periodi festivi potrebbe offrire una tregua dalla volatilità estrema, permettendo al mercato di trovare un equilibrio prima del rush finale verso la chiusura annuale. Gli investitori osservano con attenzione i livelli di supporto chiave, consapevoli che un ulteriore breakdown potrebbe innescare nuove ondate di vendite automatizzate e liquidazioni in cascata sui mercati dei derivati.