Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di forte correzione che ha spazzato via 478 milioni di dollari in posizioni con leva finanziaria nelle ultime 24 ore, con oltre il 90% delle liquidazioni concentrate sui trader long che avevano scommesso su un proseguimento del momentum rialzista di inizio anno. Bitcoin (BTC) è scivolato sotto la soglia psicologica dei 90.000 dollari, cancellando gran parte dei guadagni accumulati nella prima settimana del 2025 e trascinando al ribasso l'intero comparto crypto. La capitalizzazione totale del mercato è scesa del 2,6%, portandosi sotto i 3.300 miliardi di dollari dopo aver toccato tale livello nelle ultime sessioni.
Il crollo ha colpito duramente non solo Bitcoin, che segna un -2,4% a 89.881 dollari secondo i dati di CoinGecko, ma anche le principali altcoin che avevano guidato il rally di gennaio. Ethereum (ETH) perde il 3,9% mentre XRP arretra del 7,6%. Particolarmente significativo il ridimensionamento delle memecoin che avevano registrato performance esplosive: Pepe e Bonk, quasi raddoppiate nella prima settimana dell'anno, hanno corretto rispettivamente del 6,6% e dell'8%. Anche Dogecoin (DOGE) e ZCash hanno seguito la stessa traiettoria discendente, confermando come il sentiment del mercato sia radicalmente cambiato rispetto all'ottimismo dei primi giorni di trading.
Gli analisti identificano molteplici fattori dietro questa inversione di tendenza. Illia Otychenko, Lead Analyst di CEX.IO, attribuisce il movimento sotto i 90.000 dollari al "dissolvimento del momentum iniziale dell'anno". Le allocazioni fresche registrate a inizio 2025 e i titoli geopolitici favorevoli hanno fornito solo un sostegno temporaneo, insufficiente a sostenere un rally prolungato. La tesi è supportata dal comportamento degli investitori istituzionali: gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi per 243 milioni di dollari, rappresentando un freno agli acquisti nel breve termine nonostante rimangano un elemento strutturalmente positivo per il settore.
Il contesto macro globale sta pesando sulle asset class rischiose, crypto incluse. "Nonostante un inizio forte del 2025 e sviluppi strutturali positivi, Bitcoin ha faticato a mantenere stabilmente la quota dei 90.000 dollari", spiega Wenny Cai, COO di SynFutures. Il risk-off sentiment domina i mercati mentre gli investitori attendono dati macroeconomici chiave come il report sull'occupazione USA previsto a breve. Questa avversione al rischio si riflette nei range di trading di Bitcoin vicino ai 90.000 dollari e nei periodici cali sotto tale livello, secondo l'analista.
Il sentiment degli investitori retail conferma questa cautela. Gli utenti del prediction market Myriad assegnano solo una probabilità del 24,5% che Bitcoin raggiunga un nuovo massimo storico prima di luglio 2025, un dato significativamente ribassista se confrontato con l'entusiasmo delle prime sessioni dell'anno. Questo scetticismo si traduce in comportamenti di trading più conservativi e minore propensione all'uso di leva finanziaria, sebbene le liquidazioni massicce indichino che molti trader erano ancora posizionati aggressivamente long.
La questione della liquidità emerge come elemento critico secondo entrambi gli analisti. Otychenko sottolinea come la liquidità del mercato crypto rimanga sottile, risultando in un'azione dei prezzi volatile. Cai aggiunge che le condizioni di liquidità attuali sono "più scarse rispetto alle precedenti fasi bull", il che può amplificare i movimenti al ribasso anche quando la domanda fondamentale rimane solida. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle ultime 24 ore, dove volumi relativamente modesti hanno prodotto movimenti di prezzo significativi.
Guardando avanti, gli esperti indicano i dati occupazionali USA come potenziale catalizzatore per un'inversione. Otychenko ritiene che l'outlook potrebbe migliorare con un rimbalzo di Bitcoin successivo alla pubblicazione delle statistiche sul lavoro. La reazione del mercato a questi dati macro sarà cruciale per determinare se la correzione attuale rappresenta una semplice pausa nel trend rialzista di lungo periodo o l'inizio di una fase di consolidamento più profonda. Nel frattempo, i trader più cauti stanno riducendo l'esposizione alla leva finanziaria in attesa di maggiore chiarezza sulla direzione del mercato.