Il sogno di trasformare il Bitcoin in una riserva di valore ufficiale per le casse statali americane sembra destinato a infrangersi contro il muro della prudenza istituzionale. La Florida è solo l'ultimo di una serie di stati che hanno deciso di fare marcia indietro rispetto a proposte legislative che avrebbero permesso l'investimento di fondi pubblici nella controversa criptovaluta. Una tendenza che evidenzia come, nonostante l'entusiasmo iniziale, i legislatori stiano adottando un approccio sempre più cauto verso questi strumenti finanziari innovativi ma ancora considerati rischiosi.
La Florida si unisce al coro dei "no"
Il 3 maggio, con la chiusura della sessione legislativa floridiana, sono stati ritirati definitivamente due disegni di legge che avrebbero consentito di impiegare fino al 10% di determinati fondi statali in investimenti garantiti da Bitcoin. Entrambe le proposte sono state "rinviate a tempo indeterminato e ritirate dalla considerazione" senza nemmeno arrivare a un voto in aula, segnando l'ennesimo fallimento per i sostenitori delle criptovalute.
Questo sviluppo non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un trend più ampio che sta attraversando gli Stati Uniti. Otto stati hanno già respinto o abbandonato iniziative simili nei mesi scorsi: Arizona, Oklahoma, South Dakota, Montana, North Dakota, Pennsylvania, Wyoming e ora la Florida.
Un mosaico di resistenze istituzionali
Le motivazioni dietro questi rifiuti riflettono una diffusa preoccupazione sulla stabilità e l'affidabilità delle criptovalute come strumento di investimento per il denaro pubblico. In Arizona, nonostante il disegno di legge fosse riuscito a superare l'approvazione sia della Camera che del Senato, la governatrice Katie Hobbs ha posto il veto, dichiarando che i fondi pensionistici "non sono il luogo adatto per testare asset non comprovati".
In Wyoming, la situazione è stata ancora più drastica: solo un legislatore ha votato a favore della proposta. In Oklahoma, invece, il percorso è stato più controverso, con un iniziale appoggio in commissione seguito da una sconfitta per un solo voto (6-5) nella Commissione Entrate e Tassazione del Senato, nonostante il cambio di posizione della senatrice Christi Gillespie, passata a sostenere la legge dopo aver consultato i suoi elettori.
Un'inversione di tendenza sorprendente
L'ondata di rifiuti rappresenta una netta inversione rispetto alle aspettative di inizio anno. Solo poche settimane fa, più di 45 disegni di legge relativi alle riserve Bitcoin erano stati presentati in oltre venticinque stati. Secondo i dati del tracker Bitcoin Laws, il numero è ora sceso a 36 proposte attive in 19 stati.
Anche l'Utah, inizialmente considerato uno dei leader del movimento, ha infine rimosso le disposizioni cruciali dal suo progetto di legge sulla blockchain. La versione finale approvata elimina completamente la clausola che avrebbe permesso al tesoriere statale di investire in asset digitali.
Strategie alternative e ultime speranze
Alcuni stati stanno tentando approcci diversi. L'Arizona ha ancora pendente una proposta di legge (SB 1373) in attesa della firma della governatrice. Diversamente da quella respinta, questa si concentra sulla custodia piuttosto che sull'investimento diretto, e potrebbe ancora diventare legge.
Con la chiusura dei calendari legislativi in molti stati, solo Texas e New Hampshire sembrano mantenere concrete possibilità di far avanzare i loro progetti di legge sulle riserve Bitcoin. I legislatori di entrambi gli stati continuano a promuovere queste iniziative mentre altre simili sono cadute lungo il percorso.
Un dibattito che divide l'opinione pubblica
I registri di voto nei vari stati rivelano opinioni contrastanti riguardo alle riserve governative in Bitcoin. In Montana, nonostante i sostenitori presentassero la proposta come un modo semplice per diversificare il rischio di investimento, il disegno di legge è stato respinto con un voto in aula di 59-41. Sorte simile ha avuto l'iniziativa nel North Dakota, bocciata con 57 voti contrari e 32 favorevoli.
Queste cifre evidenziano come il dibattito sull'adozione istituzionale delle criptovalute rimanga fortemente polarizzato, con una tendenza crescente alla cautela da parte degli amministratori pubblici, preoccupati di esporre i fondi dei contribuenti alla notoria volatilità del mercato crypto.