La norma sui libri scolastici e universitari digitali a prezzo ridotto è stata stralciata dalla manovra il 4 novembre 2026. Per famiglie e studenti resta quindi senza attuazione lo sconto obbligatorio di almeno il 50% rispetto al cartaceo. La disposizione proseguirà come progetto autonomo, senza una data di applicazione già fissata.
Cosa cambia per famiglie e studenti?
Chi acquista libri scolastici e universitari non acquisisce, con questo passaggio, un diritto allo sconto obbligatorio. La disposizione era contenuta in un disegno di legge e non era ancora entrata in vigore.
L’effetto riguarda le famiglie che sostengono la spesa per i testi dei figli e gli universitari che acquistano i volumi per i propri corsi. Il prezzo ridotto avrebbe interessato la versione digitale stampabile dei libri indicati nei programmi di insegnamento.
Come avrebbe funzionato lo sconto?
L’articolo 105 avrebbe imposto agli editori di offrire una versione digitale stampabile a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto all’edizione cartacea corrispondente. L’acquirente avrebbe potuto ottenere una copia integrale su carta per uso personale, scolastico o di studio, anche tramite un servizio professionale di stampa.
Il testo prevedeva queste condizioni:
- una sola copia cartacea per ciascun acquisto digitale;
- divieto di vendere, condividere o diffondere il file e la copia stampata;
- esclusione dalle nuove adozioni scolastiche dei testi non conformi.
Da quando sarebbe partito?
Non c’è una decorrenza operativa dello sconto. Nella formulazione stralciata, l’applicazione sarebbe dipesa da un decreto del ministro dell’Istruzione, di concerto con il ministro dell’Università, da adottare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della disposizione.
Le regole avrebbero riguardato i libri posti in commercio o oggetto di nuova adozione dall’anno scolastico o accademico successivo a quello in corso all’entrata in vigore del decreto. Questa sequenza era ancora subordinata all’approvazione della norma.
A che punto è l’iter?
La Presidenza della Camera ha comunicato lo stralcio dopo il parere della commissione Bilancio: la norma è stata giudicata estranea al contenuto proprio della legge di bilancio per il suo carattere ordinamentale e organizzatorio.
Le disposizioni separate costituiranno autonomi disegni di legge, da assegnare alle commissioni competenti. L’eventuale obbligo per gli editori richiederebbe quindi un successivo completamento dell’iter legislativo; lo stralcio, da solo, non lo rende applicabile.
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