Il mercato crypto assiste a un rimbalzo sorprendente del token nativo di Monad (MON), che ha raggiunto un picco di 0,045 dollari martedì, segnando un incremento del 68% rispetto al prezzo iniziale della public sale di lunedì. La performance del token di questa layer-1 ad alte prestazioni arriva in controtendenza rispetto al sentiment generale del mercato, con Bitcoin (BTC) in calo dell'1,8% a 87.199 dollari ed Ethereum (ETH) che scivola a 2.939 dollari. L'andamento di MON solleva interrogativi sulla sostenibilità dei progetti a basso float circolante e sulla capacità degli airdrop di generare valore oltre la speculazione iniziale.
La distribuzione gratuita di token ai primi supporter del progetto ha scatenato reazioni contrastanti nella community crypto italiana ed internazionale. Molti speculatori hanno espresso delusione quando il prezzo di MON, lunedì, aveva replicato esattamente quello della vendita pubblica su una piattaforma lanciata da Coinbase per token emergenti, attestandosi a 0,025 dollari. Alcuni osservatori hanno però interpretato questa dinamica come segnale di un sistema di distribuzione equo, piuttosto che come fallimento dell'airdrop.
La tecnologia alla base di Monad promette di risolvere i colli di bottiglia che affliggono altre blockchain attraverso l'elaborazione parallela delle transazioni, un approccio simile a quello di Solana (SOL) o Sei. Il token MON serve sia per pagare le gas fees sulla rete che per lo staking necessario a garantire la sicurezza del protocollo layer-1. Attualmente, però, solo il 10% circa della supply totale di MON è in circolazione, una caratteristica che ha attirato critiche significative dalla community.
Arthur Hayes, co-fondatore ed ex CEO di BitMEX, non ha risparmiato critiche alla tokenomics di Monad, definendola ironicamente "proprio ciò di cui questo bull market aveva bisogno: un'altra L1 inutile con low float e high FDV". Nonostante lo scetticismo, Hayes ha ammesso di aver comunque investito nel token, argomentando che "è un mercato toro" e prevedendo un possibile rally fino a 10 dollari quando il sentiment generale del mercato migliorerà.
La strategia di vendita immediata adottata da alcuni beneficiaries dell'airdrop illustra il dilemma classico di questi eventi distributivi. Un utente identificato come NikkiSixx7 su X ha dichiarato a Decrypt di non rimpiangere la vendita dei propri 10.600 MON a 0,031 dollari ciascuno lunedì, criticando il team per aver "dato quasi nulla alle proprie community". Quella decisione ha fruttato 238 dollari, mentre mantenere i token avrebbe generato circa 445 dollari ai prezzi attuali, evidenziando il costo opportunità di un dump prematuro.
I volumi di trading raccontano una storia di interesse concentrato geograficamente. L'exchange sudcoreano Upbit ha registrato 400 milioni di dollari di volume in MON nelle ultime 24 ore, seguito da Coinbase con 233 milioni e dall'exchange di Dubai Bybit con 160 milioni. Questa distribuzione geografica dei volumi suggerisce un forte interesse retail asiatico, tipico delle prime fasi di trading di nuovi token layer-1.
Il caso Monad rappresenta l'ennesimo esempio della tensione irrisolta nel settore crypto tra necessità di finanziamento dei progetti, aspettative della community e dinamiche speculative. La questione del low float combinata con un FDV elevato solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine, specialmente in un contesto normativo europeo sempre più attento alla protezione degli investitori retail attraverso il regolamento MiCA. Il prezzo attuale di 0,042 dollari, in rialzo del 19% in 24 ore, dovrà dimostrare se riflette utilità reale del protocollo o semplice momentum speculativo destinato a sgonfiarsi con l'aumento della supply circolante.