Il mercato degli Exchange-Traded Fund cripto si arricchisce di un nuovo capitolo con caratteristiche inedite: 21Shares ha lanciato giovedì il primo ETF spot su Dogecoin (DOGE) ufficialmente supportato dalla Dogecoin Foundation, segnando un momento cruciale per quella che nacque come meme coin e oggi ambisce a diventare un'infrastruttura di pagamento globale. Il prodotto, quotato sul Nasdaq con il ticker TDOG, rappresenta il terzo ETF spot su Dogecoin a debuttare negli Stati Uniti, ma il primo a ottenere sia l'endorsement della fondazione che supervisiona lo sviluppo del protocollo dal 2014, sia l'approvazione esplicita della Securities and Exchange Commission (SEC). Quest'ultimo elemento è particolarmente significativo: implica che l'agenzia regolatoria americana ha di fatto concluso per la prima volta che Dogecoin non è un security, fornendo una chiarezza normativa che potrebbe aprire la strada a ulteriori sviluppi istituzionali.
A differenza degli ETF lanciati a novembre da Grayscale e Bitwise, che sono andati live attraverso un processo automatizzato durante lo shutdown del governo federale senza un'approvazione formale dell'ente regolatore, il TDOG di 21Shares ha seguito l'iter tradizionale ricevendo il via libera esplicito della SEC all'inizio del mese. Questo percorso più ortodosso conferisce al prodotto una legittimità rafforzata agli occhi degli investitori istituzionali e delle piattaforme di brokeraggio tradizionali, potenzialmente ampliandone la distribuzione rispetto ai competitor.
Duncan Moir, presidente di 21Shares, ha delineato a Decrypt il profilo dell'investitore tipo per questo strumento: trader giovani e benestanti che desiderano esposizione al settore crypto pur mantenendo un portafoglio diversificato gestito attraverso broker tradizionali, senza la necessità di confrontarsi con wallet auto-custoditi o exchange di criptovalute. "Mi aspetto che la generazione più giovane, che ha già dedicato del tempo a esplorare il crypto, stia ora cercando il prossimo step", ha affermato Moir, evidenziando come il mainstream finanziario stia progressivamente abbracciando asset class un tempo considerate marginali.
Il lancio si inserisce in una strategia più ampia orchestrata da House of Doge, il braccio corporativo relativamente nuovo della Dogecoin Foundation sostenuto da Alex Spiro, avvocato personale di Elon Musk. L'obiettivo dichiarato è trasformare quello che nacque come meta-scherzo intenzionalmente privo di utilità in un'infrastruttura di pagamento funzionale a livello globale. Questa evoluzione narrativa da meme a tecnologia finanziaria rispecchia una tendenza più ampia nel settore: progetti nati senza pretese stanno tentando di ritagliarsi ruoli concreti nell'economia digitale, sfruttando le community massicce già consolidate.
21Shares ha abbracciato questo pitch più "adulto" per Dogecoin, puntando sulla combinazione unica che il token offre: una community distintivamente positiva, una presenza culturale consolidata e una capitalizzazione che lo posiziona stabilmente tra i top asset cripto. Moir ha riconosciuto che l'azienda ha ricevuto scetticismo per aver portato la prima meme coin sui mercati tradizionali tramite ETF, ma si è detto positivo al riguardo: "Se nessuno fosse scettico, non sarebbe un prodotto d'investimento altrettanto interessante", sottolineando come la controversia stessa alimenti l'attenzione e il dibattito necessari per un prodotto finanziario innovativo.
Dopo i successi di Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) nel penetrare Wall Street attraverso gli ETF spot approvati nel 2024, il tentativo di replicare questo modello con Dogecoin rappresenta un test significativo per comprendere quanto il mercato tradizionale sia disposto ad abbracciare asset nati dalla cultura internet. La risposta a questa domanda potrebbe determinare se altre meme coin e token alternativi seguiranno il medesimo percorso verso l'istituzionalizzazione, o se Dogecoin rimarrà un'eccezione grazie alla sua storia decennale e al sostegno di figure di spicco come Musk. Per gli investitori retail italiani ed europei, vale la pena monitorare l'evoluzione di questi prodotti in vista dell'implementazione piena del regolamento MiCA, che potrebbe influenzare la disponibilità e le caratteristiche di strumenti simili nel Vecchio Continente.