Il mercato delle criptovalute si trova di fronte a uno scenario macro sempre più complesso, con Bitcoin (BTC) che secondo l'analista di Bloomberg Intelligence Mike McGlone potrebbe precipitare fino a quota 10.000 dollari in caso di recessione statunitense. La previsione, lanciata attraverso i social media, si inserisce in un contesto di tensione crescente tra gli asset digitali e i mercati tradizionali, con il prezzo di BTC che oscilla attorno ai 68.800 dollari dopo un breve recupero a 70.841 dollari. L'allarme di McGlone non riguarda solo il comparto crypto, ma prefigura un potenziale contagio sistemico che potrebbe coinvolgere l'intero mercato azionario americano.
La tesi dell'analista si fonda su una serie di indicatori macroeconomici che segnalano condizioni di rischio elevato. La capitalizzazione del mercato azionario USA rispetto al PIL ha raggiunto i livelli più alti dell'ultimo secolo, mentre la volatilità a 180 giorni sull'S&P 500 e sul Nasdaq 100 si trova ai minimi degli ultimi otto anni. Questa combinazione di valutazioni estreme e compiacenza degli investitori rappresenterebbe, secondo McGlone, il preludio a una correzione violenta che potrebbe spazzare via la strategia del "buy the dip" dominante dal 2008.
Il comportamento di Bitcoin viene letto come un indicatore anticipatore del deterioramento delle condizioni di mercato. McGlone ha condiviso un grafico comparativo in cui BTC diviso per 10 viene sovrapposto all'andamento dell'S&P 500, evidenziando come entrambi si trovassero sotto quota 7.000 al 13 febbraio. La natura volatile e beta-dipendente di Bitcoin renderebbe impossibile per la criptovaluta mantenere livelli superiori se il beta azionario dovesse indebolirsi, sostiene l'analista, identificando 56.000 dollari come primo livello di "reversione normale" prima di un potenziale crollo verso i 10.000 dollari.
Il sentiment bearish di McGlone si estende all'intero comparto crypto, che definisce una "bolla in implosione". Lunedì scorso 85 delle prime 100 criptovalute per capitalizzazione hanno registrato perdite, con le privacy coin Monero (XMR) e Zcash (ZEC) in calo rispettivamente del 10% e 8% nelle 24 ore. L'analista attribuisce parte della debolezza al dissolvimento dell'"euforia Trump", suggerendo che le aspettative di politiche crypto-friendly dell'amministrazione si stiano rivelando eccessive.
In netto contrasto con la debolezza degli asset rischiosi, oro e argento stanno registrando performance stellari. McGlone sottolinea come i metalli preziosi stiano "catturando alpha" a un ritmo mai visto da mezzo secolo, con una volatilità crescente che potrebbe "riversarsi verso l'alto" nei mercati azionari. Questo flight-to-safety rappresenterebbe un ulteriore segnale di stress sistemico, riflettendo la perdita di fiducia degli investitori negli asset più speculativi.
Non tutti gli analisti condividono la visione apocalittica di McGlone. Jason Fernandes, co-fondatore di AdLunam, contesta la premessa che gli eccessi di mercato debbano necessariamente risolversi attraverso un collasso. Secondo Fernandes, i mercati possono assorbire gli squilibri attraverso tempo, rotazione settoriale o erosione inflazionistica, rendendo più probabile una consolidazione tra 40.000 e 50.000 dollari piuttosto che un crollo sistemico verso i 10.000 dollari.
Fernandes specifica che una discesa di Bitcoin sotto i 20.000 dollari richiederebbe eventi sistemici specifici: contrazione liquida acuta, allargamento degli spread creditizi, deleveraging forzato dei fondi e un disorderly drawdown azionario. "Questo implica recessione più stress finanziario, non solo crescita più lenta", ha dichiarato, classificando lo scenario di McGlone come un rischio di coda a bassa probabilità in assenza di shock creditizi o errori di policy che drenino la liquidità globale.
Il dibattito tra le due visioni riflette la profonda incertezza che caratterizza l'attuale fase di mercato. Per gli investitori crypto, la questione centrale diventa valutare se Bitcoin manterrà la sua narrazione di "oro digitale" e riserva di valore, oppure se continuerà a comportarsi come un asset ad alto beta correlato agli indici tech. La risposta a questa domanda determinerà non solo i prossimi movimenti di prezzo, ma anche il ruolo a lungo termine delle criptovalute nei portafogli istituzionali, soprattutto nel contesto normativo europeo dove MiCA sta ridefinendo i parametri operativi per gli exchange e i servizi di custodia.