Il mercato delle criptovalute sta attraversando una delle fasi più critiche degli ultimi anni, con Bitcoin (BTC) che registra un drawdown del 52,44% dal massimo storico di ottobre 2024, avvicinandosi pericolosamente al territorio del bear market del 2018 quando la principale crypto perse il 56,26%. La capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa a 2,33 trilioni di dollari, con un calo dell'1,33% nelle ultime 24 ore, mentre il Fear & Greed Index rimane inchiodato a quota 12 punti, segnalando una condizione di "paura estrema" tra gli investitori. La situazione tecnica appare particolarmente preoccupante: se febbraio dovesse chiudere in rosso, Bitcoin completerebbe cinque mesi consecutivi di perdite, la striscia negativa più lunga dal giugno 2018.
Il prezzo di Bitcoin si attesta oggi a 67.621 dollari, in calo dell'1,70% nelle ultime 24 ore, con febbraio già in rosso del 13,98%. La serie di perdite accumulate dal massimo storico di ottobre si estende ormai da 123 giorni, appena 30 giorni in meno rispetto al precedente record negativo del 2018 che durò 153 giorni. La differenza percentuale tra i due drawdown è di soli 3,82 punti, ma il ritmo del declino attuale è significativamente più rapido, un segnale che preoccupa gli analisti tecnici.
Sul fronte dei derivati, i dati di Coinglass rivelano una tendenza inequivocabile: dal 12 gennaio non si è registrato un solo giorno in cui le liquidazioni di posizioni short abbiano superato quelle long. Questo significa che i trader con posizioni bullish continuano a essere spazzati via sistematicamente dal mercato, con le loro posizioni chiuse automaticamente quando il prezzo raggiunge determinati livelli. Il fenomeno delle liquidazioni forzate sta amplificando la volatilità al ribasso, creando un circolo vizioso che alimenta ulteriori vendite.
L'analisi tecnica del timeframe giornaliero conferma la debolezza strutturale del momentum rialzista. Bitcoin sta attualmente scambiando al di sotto della EMA200 (media mobile esponenziale a 200 giorni), con questa posizionata sotto la EMA50, una configurazione che i trader interpretano come segnale di forte pressione ribassista. Le medie mobili esponenziali stanno fungendo da resistenze dinamiche, livelli dove i venditori tendono a manifestarsi impedendo rimbalzi significativi.
Il Relative Strength Index (RSI) si posiziona a 34,7, collocando Bitcoin in territorio bearish senza tuttavia raggiungere condizioni di ipervenduto estremo. Questo suggerisce che il momentum negativo domina il mercato, ma permane spazio per ulteriori ribassi prima che le condizioni tecniche possano segnalare un potenziale rimbalzo. Ancora più significativo è l'Average Directional Index (ADX) che si attesta a 56,4, ben oltre la soglia di 25 che conferma la presenza di un trend forte. Con l'ADX sopra 56 e il prezzo in calo, il trend ribassista mostra un momentum molto solido.
Il contesto macroeconomico non offre sostegno: l'S&P 500 e il Nasdaq hanno registrato perdite in seguito alle turbolenze nel settore tech, con Microsoft che ha perso circa il 10% nonostante risultati trimestrali positivi. Anche i metalli preziosi tradizionalmente considerati beni rifugio mostrano volatilità estrema: il 30 gennaio i futures sull'argento sono crollati del 31%, il calo giornaliero più pronunciato dal 1980, mentre l'oro ha arretrato dai recenti massimi.
Per quanto riguarda uno scenario di ripresa, gli analisti concordano nel ritenere che qualsiasi rimbalzo sarebbe prematuro da interpretare come inversione di trend. Affinché si possa parlare di movimento rialzista strutturale, Bitcoin dovrebbe soddisfare almeno uno tra due scenari improbabili nel breve termine: un recupero massiccio oltre la soglia psicologica dei 100.000 dollari per riprendere il trend 2024-2025, oppure una serie consistente di candele con minimi crescenti che rispettino almeno un supporto simile all'estensione del trend precedente. Con sole due settimane rimanenti a febbraio, il rischio concreto è quello di registrare il quinto mese consecutivo in rosso, un evento che consoliderebbe questo periodo come uno dei più persistenti downtrend nella storia di Bitcoin.