Il mercato crypto sta vivendo un momento cruciale dopo il tonfo di Bitcoin (BTC) sotto i 90.000 dollari della scorsa settimana. Nonostante la volatilità che ha fatto tremare le mani deboli e ha riportato la principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato in territorio a cinque cifre, gli analisti tecnici più esperti sostengono che il bull run potrebbe essere appena iniziato. L'ultima analisi che sta facendo discutere la community propone addirittura un target di 300.000 dollari per BTC, una previsione che si scontra apertamente con il sentiment bearish che ha dominato le ultime settimane di trading.
L'analista crypto noto come Coinskid ha pubblicato su X un'analisi dettagliata basata sulla teoria delle onde di Elliott, contrastando apertamente chi sostiene che il ciclo rialzista sia già agli sgoccioli. Secondo questa interpretazione tecnica, Bitcoin si troverebbe ancora nell'Onda 2 del ciclo attuale, una fase correttiva che starebbe durando da oltre un anno. Se la maggioranza degli osservatori teme che il mercato abbia già completato l'Onda 5 - segnando così la fine del movimento ascendente - questa lettura alternativa suggerisce che il percorso verso nuovi massimi storici sia tutt'altro che concluso.
La tesi rialzista si rafforza ulteriormente con l'identificazione di uno dei pattern più ampi mai registrati nella storia di Bitcoin: una formazione Cup and Handle di proporzioni storiche. Questo schema grafico, considerato uno dei più affidabili nell'analisi tecnica tradizionale, si verifica quando il prezzo forma una struttura a "tazza con manico", spesso preludio a esplosioni rialziste significative. Secondo Coinskid, il livello critico da monitorare rimane la neckline del pattern, attualmente mantenuta nonostante le turbolenze recenti.
La proiezione più audace dell'analisi prevede che il completamento di un pattern ABC - tipica configurazione correttiva nella teoria delle onde - potrebbe innescare un rally del 250% una volta conclusa l'Onda C. Questo scenario porterebbe Bitcoin a testare livelli nell'area dei 300.000 dollari, quasi triplicando il precedente all-time high raggiunto a marzo 2024. Il recupero oltre quota 91.000 dollari registrato nelle ultime ore sembrerebbe confermare che i buyer stanno tentando di riprendersi il controllo del mercato.
Tuttavia, l'analista non manca di evidenziare il punto di invalidazione della tesi bullish: il livello critico di 74.000 dollari, corrispondente ai minimi di aprile 2025, rappresenta la linea Maginot per i toro. Una rottura al ribasso di questo supporto invaliderebbe completamente lo scenario rialzista, aprendo le porte a correzioni potenzialmente molto più profonde. Non mancano infatti voci bearish nella community che ipotizzano ritracci fino a 50.000 dollari, con alcune proiezioni estreme che arrivano persino a 40.000 dollari.
Dal punto di vista della struttura di mercato, l'attuale fase potrebbe rappresentare quella che nel gergo crypto viene definita una "shakeout" - una fase di accumulo mascherata da debolezza, progettata per espellere gli investitori retail meno convinti prima della vera fase espansiva. Questo pattern comportamentale è stato osservato ripetutamente nei cicli precedenti di Bitcoin, in particolare dopo gli halving, evento che ricordiamo si è verificato nell'aprile 2024.
La prospettiva tecnica di lungo periodo rimane quindi costruttiva per la maggioranza degli analisti, nonostante le divergenze sui timeframe e sui target specifici. Il consensus generale suggerisce che, indipendentemente dalle turbolenze di breve termine, Bitcoin mantenga una struttura rialzista di fondo. Gli investitori più esperti della community italiana dovrebbero tuttavia considerare che scenari così ottimistici richiedono una gestione del rischio rigorosa, specialmente in un contesto normativo europeo sempre più stringente con l'implementazione del regolamento MiCA.
Nei prossimi giorni sarà fondamentale monitorare i volumi di trading e la tenuta del supporto psicologico dei 90.000 dollari, livello che potrebbe fungere da trampolino per un nuovo tentativo verso i 100.000 dollari. La volatilità rimane elevata e la prudenza resta d'obbligo, ma per chi segue l'analisi tecnica classica, i segnali di lungo periodo continuano a puntare verso nord.