Il settore crypto continua a mostrare segnali di rallentamento strutturale che stanno impattando pesantemente sui ricavi delle piattaforme di trading retail. Robinhood Markets ha visto crollare le proprie azioni nel premarket dopo aver pubblicato i risultati del quarto trimestre 2024, con i volumi di trading crypto che hanno registrato un crollo del 38% anno su anno. Il dato ancora più preoccupante arriva da gennaio, dove i volumi di scambio crypto su app hanno subito un ulteriore declino del 57%, evidenziando quello che gli analisti definiscono non una fluttuazione stagionale ma un vero e proprio "rallentamento strutturale" in uno dei segmenti storicamente più redditizi della piattaforma.
L'impatto sui ricavi transazionali è stato significativo, con tassi di acquisizione più bassi sia nelle opzioni che nel comparto crypto. Secondo Barclays, proprio il calo dei take rate nel trading di criptovalute ha contribuito in modo determinante alla performance sotto le aspettative del trimestre, insieme a minori ricavi dal prestito titoli che hanno pesato sul net interest income. La dipendenza di Robinhood dai volumi crypto si conferma un'arma a doppio taglio: quando il mercato è in fermento questi asset generano margini elevati, ma nelle fasi di contrazione l'esposizione diventa una vulnerabilità.
Zack's Investment Research ha messo in guardia sulla natura del problema, sottolineando come il crollo non rappresenti una semplice fase ciclica ma segnali cambiamenti più profondi nelle abitudini di trading degli investitori retail. I mercati di previsione hanno performato bene, ma non abbastanza da compensare le perdite nel segmento crypto, rendendo complessivamente misto il bilancio trimestrale secondo gli analisti di Mizuho.
Nonostante il quadro critico nel breve termine, diversi analisti mantengono una view positiva sul lungo periodo. Piper Sandler ha ribadito che la tesi di investimento di lungo termine rimane intatta, definendo Robinhood "il modo migliore per giocare la crescita secolare del trading retail" e la piattaforma fintech più vicina a raggiungere lo status di "super app" mai vista nel settore. L'invito agli investitori è chiaro: chi riesce a tollerare la volatilità nel breve potrebbe beneficiare della traiettoria di crescita futura.
Citizens JMP ha adottato un tono più conciliante, riconoscendo il revenue shortfall ma evidenziando performance migliori sul fronte delle spese operative e una diversificazione del business che dovrebbe supportare una forte crescita nel 2026. La società ha confermato il rating Market Outperform, puntando sulla roadmap completa di sviluppo prodotto che Robinhood ha presentato.
La situazione di Robinhood riflette dinamiche più ampie del mercato crypto retail. Dopo l'euforia del 2021 e la successiva contrazione, le piattaforme di trading stanno cercando di diversificare i flussi di ricavo, ma la dipendenza dai volumi crypto rimane significativa. Per gli investitori crypto, questo rappresenta un campanello d'allarme sulla maturità del mercato: i volumi retail non seguono più automaticamente i cicli di prezzo, suggerendo una partecipazione più cauta e selettiva rispetto ai boom precedenti.
Il contesto normativo in evoluzione, sia negli Stati Uniti che in Europa con l'implementazione del regolamento MiCA, potrebbe ulteriormente influenzare i pattern di trading retail. Le piattaforme che riusciranno a navigare questa transizione, diversificando l'offerta e mantenendo l'engagement degli utenti anche in fasi di mercato laterale, saranno probabilmente quelle destinate a emergere come leader nel lungo termine. Per ora, la volatilità rimane la parola d'ordine per chi investe in questi titoli legati all'ecosistema crypto.