Il settore delle organizzazioni autonome decentralizzate si trova a un bivio cruciale. Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum (ETH), ha lanciato un attacco frontale contro l'attuale modello di governance delle DAO, sostenendo che la deriva verso sistemi basati esclusivamente sul voto dei token holder ha tradito la visione originale. In un thread pubblicato su X, Buterin ha definito l'architettura DAO contemporanea come "inefficiente, vulnerabile alla cattura da parte di attori centralizzati e completamente fallimentare nell'obiettivo di mitigare le debolezze della politica umana". Una critica che risuona come un campanello d'allarme per un ecosistema che gestisce miliardi di dollari in asset on-chain.
La posizione di Buterin rappresenta un momento di autocritica per l'intero movimento crypto. Il fondatore di Ethereum ha ammesso che la spinta originale a costruire la blockchain era profondamente radicata nell'idea di organizzazioni autonome decentralizzate capaci di "gestire risorse e dirigere attività in modo più efficiente e robusto rispetto a governi e corporations tradizionali". Tuttavia, la realtà pratica ha visto le DAO trasformarsi sostanzialmente in "tesorerie controllate attraverso il voto basato sui token", un meccanismo che secondo Buterin ha generato cinismo diffuso sul concetto stesso di governance decentralizzata.
Il nodo centrale della critica riguarda due aspetti tecnici fondamentali: la privacy e l'affaticamento decisionale. Buterin ha sottolineato come l'assenza di privacy trasformi la governance in un "gioco sociale", dove le dinamiche di potere e influenza prevalgono sulla meritocrazia delle proposte. Parallelamente, ha identificato nella decision fatigue un ostacolo critico all'efficacia operativa delle DAO, dove i partecipanti vengono sommersi da una quantità insostenibile di votazioni su questioni di ogni genere.
La soluzione proposta da Buterin passa attraverso l'implementazione massiccia delle zero-knowledge proofs (ZKP) per garantire la privacy nelle votazioni. Questa tecnologia crittografica, che permette di provare la veridicità di un'informazione senza rivelarne il contenuto, potrebbe rivoluzionare i meccanismi di governance on-chain. Harry Halpin, CEO di Nym Technologies e ricercatore presso il MIT, ha confermato a Decrypt la validità dell'approccio: "Le DAO rappresentano il futuro della politica democratica. Così come non vogliamo che i nostri voti presidenziali siano pubblici, non dovremmo volere che lo siano quelli nella token governance".
Progetti come AnonDAO, sviluppato dalla blockchain Layer-1 privacy-focused DarkFi, dimostrano che la governance anonima delle DAO è tecnicamente realizzabile. Rachel Rose O'Leary, founder e core developer di DarkFi, ha raccontato l'esperienza con AssangeDAO, che raccolse oltre 50 milioni di dollari per Julian Assange, spiegando come la trasparenza forzata li abbia costretti a cedere il controllo dei fondi a una fondazione nonprofit off-chain. "Le DAO non possono fare nulla di concreto senza anonimato", ha affermato O'Leary, aggiungendo che solo l'anonimato può conferire alle organizzazioni autonome un reale potere politico.
Buterin ha anche evidenziato criticità nel funzionamento degli oracoli che alimentano le DAO e i protocolli DeFi. Questi bridge tra dati on-chain e off-chain rappresentano punti critici di vulnerabilità, con i sistemi basati sui token considerati insufficienti e la curatela umana definita "non particolarmente decentralizzata". L'approccio ibrido proposto mira a ridisegnare l'architettura informativa su cui le DAO basano le loro decisioni.
Sul fronte dell'intelligenza artificiale, Buterin ha riconosciuto il potenziale della tecnologia nel ridurre l'affaticamento decisionale, ma ha lanciato un avvertimento chiaro contro l'adozione di large language model mainstream come GPT di OpenAI o DeepSeek cinese per gestire autonomamente le DAO. La cautela riflette preoccupazioni diffuse nella community crypto riguardo la centralizzazione del controllo attraverso infrastrutture AI proprietarie.
Halpin ha ammesso che le "zero-knowledge DAO" non sono ancora tecnicamente mature, ma ha confermato l'interesse di Nym Technologies ad adottarle non appena il software raggiungerà stabilità produttiva. Questa prospettiva temporale incerta rappresenta una sfida per un ecosistema che necessita di soluzioni immediate per prevenire la cattura delle governance da parte di whale e venture capital detentori di quote maggioritarie di token.
La critica di Buterin arriva in un momento delicato per il settore, con numerose DAO che gestiscono treasury multimiliardarie attraverso meccanismi di voto token-weighted sempre più contestati. L'evoluzione verso sistemi privacy-preserving e meno suscettibili alla manipolazione potrebbe determinare se le organizzazioni autonome decentralizzate manterranno la loro promessa rivoluzionaria o rimarranno esperimenti di governance inefficaci dominati dagli stessi pattern di potere centralizzato che cercavano di superare.