Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di stress tecnico e psicologico che gli analisti più autorevoli non esitano a definire un vero e proprio crypto winter, simile al prolungato bear market del 2022. Bitcoin (BTC) ha trovato un equilibrio precario sopra i 78.000 dollari dopo il sell-off del weekend, ma resta in calo di oltre il 10% su base settimanale, con il sentiment degli investitori che rimane estremamente cauto. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato lunedì afflussi per 561,8 milioni di dollari secondo SoSoValue, un segnale positivo dopo l'emorragia di 1,49 miliardi della settimana precedente, ma gli analisti avvertono che potrebbe trattarsi di movimenti reattivi piuttosto che di un ritorno strutturale della fiducia.
Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, ha adottato un tono insolitamente diretto nella sua analisi del 2 febbraio, affermando che quella in corso non è una semplice correzione di bull market né un dip temporaneo. "Si tratta di un crypto winter a tutti gli effetti, in stile 2022, paragonabile alle scene di sopravvivenza di Leonardo DiCaprio in The Revenant", ha scritto Hougan, attribuendo il crollo a una combinazione tossica di leva finanziaria eccessiva e massicce prese di profitto da parte dei veterani del settore. Questa caratterizzazione drammatica riflette la gravità percepita della situazione attuale, ben oltre le normali fluttuazioni del mercato crypto.
Dal punto di vista tecnico, gli analisti di Bitunix identificano livelli critici che determineranno la traiettoria futura del mercato. La soglia degli 80.000 dollari rappresenta una resistenza strutturale fondamentale, il cui superamento segnalerebbe un ritorno del capitale speculativo e della propensione al rischio. Al ribasso, i 75.000 dollari costituiscono una zona di supporto chiave che riflette la capacità di assorbimento del mercato durante l'attuale fase di deleveraging. Gli analisti sottolineano che la tenuta di questo range determinerà se il mercato crypto continuerà con un aggiustamento passivo o inizierà a mostrare resilienza relativa e divergenza strutturale rispetto ad altri asset rischiosi.
Il sentiment risk-off non si limita al trading spot, ma permea l'intero ecosistema crypto secondo Glassnode. Gli analisti della piattaforma di analytics on-chain osservano che, nonostante il rimbalzo dei volumi spot, l'aumento appare più reattivo che costruttivo, riflettendo turbolenza durante la continuazione del ribasso piuttosto che acquisti fiduciosi nei momenti di debolezza. Le condizioni si sono spostate verso un chiaro regime di avversione al rischio attraverso tutti i comparti: mercato spot, derivati, ETF e indicatori on-chain, creando un quadro complessivo di cautela diffusa.
La situazione macroeconomica ha contribuito ad amplificare l'incertezza, con il rinvio del report nonfarm payrolls dovuto allo shutdown governativo che ha indebolito l'ancoraggio delle aspettative sulle politiche della Federal Reserve. In questo contesto, Bitcoin ha assunto il ruolo di barometro critico per valutare la disponibilità del mercato ad assorbire rischio, con implicazioni che si estendono ben oltre il settore crypto verso gli asset speculativi in generale.
Nonostante il pessimismo diffuso nel breve termine, l'analista di Bernstein Gautam Chhugani mantiene una prospettiva più costruttiva sul medio periodo. Nella sua nota del 2 febbraio, Chhugani riconosce che potremmo trovarci in un ciclo bear crypto di breve termine, ma anticipa un'inversione probabile nella prima metà del 2026, con Bitcoin che toccherebbe un bottom attorno ai massimi dell'ultimo ciclo, nella fascia dei 60.000 dollari. L'analista si aspetta che il reversal sia rapido, stabilendo una nuova base solida per quello che potrebbe rivelarsi il ciclo più consequenziale per Bitcoin, ponendo potenzialmente le fondamenta per l'elevazione di BTC a asset sovrano.
Chhugani avverte contro la reazione tipica post-crash di considerare questo evento come l'ennesimo picco ciclico di Bitcoin e abbandonare gli asset digitali. Al contrario, sostiene che la configurazione macro-geopolitica attuale e l'allineamento istituzionale statunitense suggeriscono che questa potrebbe rappresentare l'ultima opportunità prima dell'elevazione di Bitcoin come asset sovrano. Questa visione contrarian richiede agli investitori di guardare oltre la volatilità immediata verso cambiamenti strutturali più profondi nel posizionamento di BTC all'interno del sistema finanziario globale.
Il mercato si trova dunque in una fase di transizione delicata, dove il de-risking e il deleveraging procedono simultaneamente, testando la tenuta strutturale dell'ecosistema crypto. I prossimi giorni saranno cruciali per determinare se Bitcoin riesce a mantenere i livelli di supporto tecnico identificati o se dovrà attraversare un'ulteriore fase di capitolazione prima di trovare un bottom sostenibile per il prossimo movimento rialzista.