Il mercato delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale sta vivendo una fase di espansione senza precedenti, con un valore stimato di mille miliardi di dollari solo nel segmento del computing AI. In questo scenario, due società quotate stanno emergendo con strategie complementari: Advanced Micro Devices (AMD) nel mercato delle GPU per data center e CleanSpark (CLSK) nell'infrastruttura energetica critica per l'AI. Entrambe presentano valutazioni contenute rispetto al loro potenziale di crescita nel prossimo quinquennio, con AMD che scambia a 33 volte gli utili stimati per l'anno in corso e CleanSpark a sole 12 volte gli earnings, nonostante opportunità di espansione che potrebbero moltiplicare i loro ricavi.
Advanced Micro Devices ha registrato un rally del 49% negli ultimi sei mesi, spinta dall'accelerazione della domanda per le sue GPU Instinct dedicate ai data center. Il segmento data center della compagnia ha mostrato una crescita year-over-year del 22% nel terzo trimestre, un dato che secondo gli analisti è destinato a intensificarsi grazie alla roadmap di prodotto delineata dal management. A differenza di quanto accaduto in passato, AMD non necessita di raggiungere Nvidia nella quota di mercato per garantire ritorni sostanziali agli investitori: la dimensione del mercato indirizzabile permette margini di crescita significativi anche mantenendo posizioni competitive secondarie.
Il catalizzatore chiave per il 2026 è rappresentato dal sistema Helios, una soluzione rack completa che pesa oltre tre tonnellate e integra GPU MI455 insieme a CPU EPYC. Questa architettura offre larghezza di banda di memoria particolarmente adatta per le operazioni di AI inferencing, dove i modelli elaborano previsioni da dati in tempo reale senza intervento umano. Partnership strategiche con OpenAI e Oracle per il deployment delle prossime GPU MI450 forniscono visibilità concreta sui ricavi del 2026, mentre l'annuncio delle MI500 per il 2027 promette un incremento di performance AI di mille volte rispetto alle generazioni precedenti.
Sul fronte dell'infrastruttura fisica, CleanSpark rappresenta un'opportunità più particolare ma potenzialmente redditizia. Originariamente focalizzata sul mining di Bitcoin (BTC), la società detiene un portfolio di oltre 1,3 gigawatt in termini di capacità energetica, terreni e asset di data center. Con oltre 13.000 Bitcoin estratti e un utile per azione di 1,25 dollari nell'esercizio fiscale 2025, l'azienda sta ora pivotando verso il mercato delle infrastrutture per l'high-performance computing richiesto dai sistemi AI.
La carenza di energia elettrica per i data center sta diventando un collo di bottiglia critico nel deployment di sistemi AI. Le nuove GPU di AMD e Nvidia richiedono consumi energetici crescenti, mentre la disponibilità di power infrastructure non tiene il passo con la domanda. CleanSpark ha già assicurato un sito da 285 megawatt in Texas per costruire un data center AI destinato agli hyperscaler, più un facility da 250 megawatt a Sandersville, Georgia, e ulteriori 100 megawatt nell'area di Atlanta.
I recenti accordi nel settore forniscono parametri di riferimento per valutare il potenziale: CoreWeave ha firmato un contratto quindicennale da 11 miliardi di dollari con Applied Digital per 400 megawatt di capacità, mentre Hut 8 ha siglato un deal da 7 miliardi con Anthropic per 245 megawatt iniziali. Questi benchmark suggeriscono che le capacità di CleanSpark potrebbero tradursi in contratti multimiliardari se il management riuscirà a rispettare le timeline di costruzione e ad attrarre clienti enterprise.
Il principale rischio per CleanSpark riguarda l'execution sui tempi di costruzione: eventuali ritardi potrebbero compromettere opportunità di contratto in un mercato altamente competitivo. Tuttavia, il core business di mining Bitcoin continua a generare profitti stabili, fornendo un buffer finanziario durante la fase di transizione. La valutazione attuale a 12 volte gli earnings implica che il mercato stia prezzando principalmente l'attività di mining, offrendo esposizione quasi gratuita al potenziale upside del segmento AI infrastructure.
Per AMD, la capacità di diventare fornitore di default per un numero maggiore di hyperscaler oltre ai clienti già acquisiti determinerà la traiettoria del titolo nel medio termine. Il management punta a una crescita annualizzata dei ricavi del 35%, supportata da margini in espansione nel segmento data center. Con una valutazione che non riflette ancora pienamente questo potenziale, secondo gli analisti il titolo offre un rapporto rischio-rendimento favorevole per investitori orientati alla crescita nel settore dell'AI computing.