Il mercato crypto osserva con attenzione crescente la strategia sempre più aggressiva di Strategy Inc (NASDAQ:MSTR) nell'accumulare Bitcoin (BTC), ma le ultime settimane hanno portato nuove turbolenze per la società guidata da Michael Saylor. Con il prezzo di Bitcoin scivolato sotto la soglia psicologica dei 90.000 dollari, l'esposizione massiccia di Strategy al leading asset crypto sta generando preoccupazioni che vanno oltre la semplice volatilità di mercato. JPMorgan Chase ha lanciato un avvertimento significativo che potrebbe avere ripercussioni immediate sulla struttura stessa dell'investimento azionario nella società, sollevando interrogativi su cosa significhi realmente investire in MSTR nel panorama crypto attuale.
La questione centrale riguarda la potenziale esclusione di Strategy Inc dagli indici azionari principali, incluso l'MSCI, con una scadenza critica fissata al 15 gennaio. Secondo l'analisi della banca d'investimento americana, la trasformazione di Strategy in quello che è essenzialmente un veicolo d'investimento leveraged su Bitcoin potrebbe non rispettare più i criteri di inclusione negli indici equity tradizionali. Questa non è una questione puramente tecnica: l'esclusione dagli indici comporterebbe vendite forzate da parte dei fondi passivi che tracciano tali benchmark, con conseguenze potenzialmente drammatiche sulla liquidità del titolo.
Jim Cramer, conduttore di CNBC e voce influente nei mercati finanziari tradizionali, ha commentato duramente la situazione durante le sue recenti apparizioni televisive. Pur definendo Saylor un "Houdini" e riconoscendolo come "uno dei top player nello spazio Bitcoin", Cramer ha etichettato Strategy come un "commodity play leveraged" piuttosto che un'azione tradizionale. La sua valutazione è stata lapidaria: "Non è più un'azione, è un gioco su una commodity con leva finanziaria. Cosa ci fa nell'MSCI?"
Il modello di business di Strategy rappresenta un caso unico nell'ecosistema crypto: la società ha sistematicamente utilizzato emissioni di debito convertibile e offerte azionarie per accumulare quantità sempre maggiori di Bitcoin nel proprio bilancio. Questa strategia, che ha trasformato una società di business intelligence in quello che è di fatto il più grande holder corporativo di BTC al mondo, ha generato rendimenti straordinari durante i periodi di bull market ma espone gli azionisti a una volatilità amplificata rispetto al possesso diretto di Bitcoin.
La correzione recente del prezzo di Bitcoin sotto i 90.000 dollari ha evidenziato proprio questa dinamica di leva. Mentre il leading asset crypto ha registrato un calo contenuto in termini percentuali, le azioni MSTR hanno subito pressioni più intense, riflettendo le preoccupazioni degli investitori non solo sul prezzo spot di BTC ma anche sulla sostenibilità della struttura di capitale della società. Il warning di JPMorgan aggiunge un ulteriore livello di complessità, introducendo un rischio di natura tecnico-strutturale che prescinde dall'andamento del mercato crypto.
Per gli investitori europei abituati a navigare tra normative più stringenti come il regolamento MiCA, la situazione di Strategy evidenzia le zone grigie in cui operano veicoli d'investimento ibridi. La società non è né un exchange come Coinbase, né un prodotto regolamentato come gli ETF spot su Bitcoin approvati dalla SEC, ma qualcosa di intermedio: un proxy azionario tradizionale per l'esposizione a Bitcoin, con tutti i rischi addizionali derivanti dalla struttura corporate e dalla leva finanziaria.
L'approccio di Michael Saylor rimane comunque popolare tra i Bitcoin maximalist, che vedono nella strategia di accumulo costante un segnale bullish di lungo termine per l'intero settore. La tesi alla base rimane che Bitcoin rappresenti un asset superiore da detenere in bilancio rispetto alla liquidità tradizionale, una visione che ha guadagnato seguaci anche tra altre società pubbliche. Tuttavia, la questione sollevata da JPMorgan riguarda la classificazione appropriata di tali veicoli nei mercati finanziari tradizionali.
Con la deadline del 15 gennaio che si avvicina, gli investitori in MSTR si trovano a dover valutare uno scenario che potrebbe vedere vendite tecniche significative indipendentemente dal sentiment sul Bitcoin. Le implicazioni potrebbero estendersi anche ad altre società che stanno considerando strategie simili di accumulo crypto, ponendo interrogativi su quanto il mercato azionario tradizionale sia pronto ad accogliere esposizioni dirette e leverage agli asset digitali. La vicenda Strategy rappresenta un test importante per l'integrazione tra finanza tradizionale e crypto, con risultati che potrebbero ridefinire i confini tra le due sfere nei prossimi mesi.