Il 2025 ha segnato un punto di svolta nell'evoluzione di Bitcoin (BTC), trasformando la principale criptovaluta da asset speculativo a strumento di politica economica nazionale. Mentre il prezzo ha raggiunto un massimo storico di 126.000 dollari a ottobre, la vera rivoluzione è avvenuta nei corridoi del potere: dall'ordine esecutivo del presidente Trump per una riserva strategica nazionale di Bitcoin alle controversie sul codice che ne governa il funzionamento. La dominance di BTC sul mercato crypto è schizzata al 57,6% dei 3 trilioni di dollari totali a dicembre, rispetto al 48% di gennaio, consolidando il suo status di rifugio sicuro nell'ecosistema digitale anche durante le turbolenze del mercato.
La decisione della Casa Bianca di istituire una riserva strategica di Bitcoin rappresenta un cambiamento paradigmatico nel modo in cui i governi percepiscono le criptovalute. David Sacks, "Zar" dell'AI e delle crypto dell'amministrazione Trump, ha annunciato che gli Stati Uniti detengono circa 200.000 BTC, per un valore di 18,1 miliardi di dollari al momento della dichiarazione. La svolta politica segna la fine della pratica governativa di liquidare i Bitcoin sequestrati in operazioni criminali: ora questi asset verranno custoditi in quello che Sacks ha definito l'equivalente digitale di Fort Knox.
L'approccio americano ha innescato una corsa globale alle riserve crypto. Brasile e Russia hanno iniziato a contemplare mosse simili, creando speculazioni su una nuova era in cui gli stati nazionali trattano Bitcoin alla stregua di petrolio e oro nelle loro riserve strategiche. Tuttavia, la Casa Bianca ha chiarito che incrementerà le proprie holdings solo attraverso strategie budget-neutral, senza acquisti diretti con fondi pubblici. A livello statale, Arizona, New Hampshire e Texas sono tra i pochi ad aver approvato misure simili, mentre la senatrice Cynthia Lummis ha proposto una legislazione federale per acquistare oltre 100 miliardi di dollari in BTC.
Il fenomeno delle Bitcoin-buying companies ha raggiunto dimensioni senza precedenti nel 2025. A dicembre, 71 società quotate negli Stati Uniti detenevano Bitcoin nei propri bilanci, per un totale di oltre 961.000 BTC, quasi il triplo delle holdings governative combinate a livello globale. Queste aziende, che spaziano da ex coltivatori di cannabis a produttori di dispositivi medici, hanno seguito il modello pionieristico di Strategy, emettendo equity e debito per accumulare Bitcoin come asset di tesoreria.
La volatilità estrema ha però caratterizzato questo segmento di mercato. Kindly MD, che opera sul Nasdaq con il ticker NAKA, è crollata del 99% dal picco di 34,77 dollari raggiunto a maggio, affrontando ora il rischio di delisting. Anche Strategy, il più grande holder corporate di Bitcoin, ha visto svanire il premio che le permetteva di espandere le proprie holdings attraverso emissioni azionarie, spingendo la società a introdurre azioni privilegiate con dividendi e persino una fiat reserve per finanziarli. Per la prima volta, l'azienda ha stabilito condizioni specifiche in cui potrebbe ridurre le proprie posizioni in BTC.
Sul fronte tecnologico, il 2025 ha visto esplodere controversie fondamentali sull'identità stessa di Bitcoin. Il caso giudiziario contro i co-fondatori di Samourai Wallet, William Lonergan Hill e Keonne Rodriguez, ha sollevato questioni critiche sulla libertà di sviluppo software. I due hanno patteggiato per gestione non autorizzata di attività di money transmission dopo che le accuse di riciclaggio sono state ritirate, con Rodriguez condannato a cinque anni e Hill a tre anni di libertà vigilata. Il presidente Trump ha dichiarato a dicembre che avrebbe "valutato" un possibile perdono per Rodriguez, accendendo il dibattito nella comunità crypto sulla criminalizzazione degli strumenti di privacy.
La tecnologia di coin mixing offerta da Samourai Wallet permette agli utenti di oscurare origine e destinazione delle transazioni, una funzionalità che i privacy advocate considerano legittima ma che le autorità europee e americane stanno attivamente combattendo. Questo scontro riflette la tensione crescente tra l'ethos permissionless di Bitcoin e le richieste di compliance delle istituzioni finanziarie tradizionali.
Ancora più divisiva è stata la controversia emersa attorno a Bitcoin Core v30, l'aggiornamento software che ha modificato i limiti della funzione OP_RETURN, consentendo alle transazioni di trasportare quantità molto maggiori di dati non-payment. Luke Dashjr, sviluppatore di Bitcoin Core e maintainer principale dell'alternativa Bitcoin Knots, ha denunciato l'upgrade come un'apertura allo "spam" sulla blockchain, arrivando a sostenere che senza filtri la rete potrebbe ospitare materiale di abuso minorile.
Adam Back, CEO di Blockstream, ha risposto avvertendo che filtrare le transazioni potrebbe rendere la rete vulnerabile alla censura, tradendo i principi fondamentali di Bitcoin. Sono emerse anche accuse secondo cui le modifiche in Core v30 favorirebbero progetti specifici. I dati di BitRef mostrano che a metà dicembre Core rappresentava il 78% dei nodi della rete, mentre Knots il 21%, rendendo questo dibattito sulla governance non solo filosofico ma con implicazioni pratiche immediate sulla direzione del protocollo.
Il percorso di prezzo di Bitcoin nel 2025 ha sfidato i modelli previsionali consolidati. Dopo essere partito da 94.000 dollari a gennaio, BTC è crollato fino a 76.000 dollari ad aprile durante l'escalation della guerra commerciale globale di Trump, per poi schizzare al record di 126.000 dollari a ottobre. La teoria dei cicli quadriennali e della "altcoin season" si è rivelata sempre più difficile da applicare a un asset in fase di maturazione, mentre la reputazione di Bitcoin come "oro digitale" è stata messa alla prova dalla rinnovata forza del metallo prezioso fisico.
Le implicazioni per il futuro sono chiare: Bitcoin sta transitando da esperimento libertario a componente del sistema finanziario istituzionale, con tutte le tensioni che questa trasformazione comporta. La questione se manterrà le sue caratteristiche di resistenza alla censura mentre attrae capitali istituzionali e interesse governativo rimane aperta, e le battaglie del 2025 sul codice e sulla privacy rappresentano probabilmente solo l'inizio di un dibattito destinato a intensificarsi negli anni a venire.