L'Indiana si prepara a entrare nella corsa legislativa crypto con un approccio sorprendentemente inclusivo che potrebbe segnare un punto di svolta nel panorama normativo statunitense. Mentre altri Stati americani hanno optato per framework legislativi che favoriscono esclusivamente Bitcoin (BTC), il rappresentante repubblicano Kyle Pierce ha presentato un disegno di legge che rifiuta esplicitamente di "scegliere vincitori e perdenti" nel settore delle criptovalute. La proposta arriva in un momento cruciale per l'adozione istituzionale degli asset digitali, con il mercato crypto ancora influenzato dall'onda lunga del GENIUS Act firmato da Trump a luglio, che ha regolamentato le stablecoin a livello federale.
La legislazione presentata da Pierce si distingue nettamente dai precedenti normativi di Stati come il New Hampshire, dove i governi locali possono investire direttamente in asset digitali, ma solo se questi superano una capitalizzazione di mercato di 500 miliardi di dollari—una soglia raggiunta finora solo da Bitcoin. L'approccio dell'Indiana elimina completamente qualsiasi filtro basato sulla market cap, aprendo teoricamente le porte a Ethereum (ETH), alle stablecoin e a un ventaglio più ampio di token.
Il cuore della proposta prevede che i servizi pubblici dell'Indiana possano investire in exchange-traded fund (ETF) con esposizione crypto attraverso programmi pensionistici e di risparmio per i dipendenti statali. Pierce ha però precisato che non tutte le criptovalute sarebbero automaticamente eleggibili: "La criptovaluta creata martedì scorso—forse non dovremmo abilitare investimenti pensionistici su quella", ha ammesso, lasciando intendere che potrebbero essere introdotti criteri di selezione nelle fasi successive dell'iter legislativo.
Un elemento particolarmente rilevante della legislazione riguarda le protezioni per i crypto miner, settore spesso nel mirino delle autorità locali per l'elevato consumo energetico. Pierce ha chiarito che i miner non riceveranno trattamenti preferenziali, ma saranno tutelati da azioni governative discriminatorie. Questa scelta legislativa favorisce principalmente i miner di Bitcoin, che utilizzano il meccanismo proof-of-work ad alta intensità energetica, mentre network come Ethereum—passati al proof-of-stake—consumano il 99,9% in meno di energia.
Il rappresentante ha rivelato di aver consultato diverse organizzazioni del settore durante la stesura del testo, tra cui il Satoshi Action Fund, gruppo di advocacy che—ironicamente—accetta donazioni esclusivamente in Bitcoin ma non in altri asset digitali. L'organizzazione vanta di aver fatto approvare le proprie policy in otto Stati americani, configurandosi come uno dei principali lobby group del settore crypto negli USA.
Pierce ha spiegato che in passato era estremamente difficile ottenere audizioni per legislazioni crypto-friendly, inclusa una sua precedente proposta per proteggere i miner. Tuttavia, l'approvazione del GENIUS Act ha creato un cambio di paradigma: "C'è molta più fiducia ora", ha osservato il legislatore. Sul territorio del suo distretto, Pierce ha già dialogato con un'operazione di mining situata a dieci minuti dai confini amministrativi, oltre a diversi investitori retail.
La prospettiva di un framework legislativo crypto-agnostico potrebbe rappresentare un modello alternativo rispetto alla narrativa "Bitcoin-only" che sta emergendo in alcuni Stati conservatori. Se approvata, la legge dell'Indiana stabilirebbe inoltre protezioni generali per utenti e aziende crypto operanti nello Stato, potenzialmente attirando exchange, protocolli DeFi e startup blockchain che cercano giurisdizioni favorevoli negli Stati Uniti. Pierce rimane comunque cauto sull'esito finale: pur notando l'assenza di opposizione significativa finora, ha sottolineato di non voler dare per scontata l'approvazione del disegno di legge, che dovrà ancora superare le audizioni parlamentari e il voto finale dell'assemblea statale.