Il mondo crypto si trova al centro di una tempesta politica che potrebbe ridefinire la percezione pubblica dell'intero settore. World Liberty Financial (WLF), il progetto crypto fondato dal presidente Donald Trump e dal suo inviato speciale Steve Witkoff nell'autunno 2024, ha raccolto investimenti per miliardi di dollari, attirando critiche feroci da parte di osservatori politici che vedono nell'iniziativa un pericoloso intreccio tra potere governativo e interessi finanziari privati. La vicenda solleva interrogativi cruciali sul ruolo delle criptovalute come potenziale strumento per transazioni opache e sul loro utilizzo da parte di figure istituzionali di alto profilo.
Andy McCarthy, ex procuratore federale e attualmente collaboratore di Fox News e columnist per il National Review, ha pubblicato un'analisi devastante dell'operazione crypto della famiglia Trump. Secondo McCarthy, WLF rappresenta "il veicolo ideale per sfruttare il potere politico alla ricerca di guadagni finanziari", sfruttando l'opacità intrinseca del settore crypto per mascherare quelle che potrebbero configurarsi come transazioni politicamente motivate.
Il timing del lancio di World Liberty Financial appare particolarmente significativo: il progetto è stato avviato quando la vittoria elettorale di Trump appariva ormai probabile, appena sei settimane prima del suo ritorno alla Casa Bianca. La struttura societaria del progetto, che vede coinvolti i figli del presidente in ruoli operativi, permetterebbe teoricamente di mantenere una separazione formale tra l'attività crypto e l'influenza politica di Trump, nonostante quest'ultima sia evidentemente il principale attrattore per investitori stranieri e acquirenti di token.
L'elemento più esplosivo dell'analisi di McCarthy riguarda il flusso di capitale proveniente dagli Emirati Arabi Uniti (UAE). Secondo quanto emerso pubblicamente, gli UAE hanno iniziato a versare quella che è ora confermata essere una somma di almeno 2,5 miliardi di dollari in WLF appena quattro giorni prima dell'insediamento di Trump nel gennaio 2025. Successivamente a questo massiccio investimento crypto, gli Emirati hanno ottenuto una serie di vantaggi strategici: accesso a tecnologia americana di chip all'avanguardia precedentemente negata per i loro legami con il Partito Comunista Cinese, inviti prestigiosi alla Casa Bianca, un ruolo rafforzato nella geopolitica mediorientale, inclusione nel progetto Stargate dell'amministrazione Trump per l'intelligenza artificiale e il super-computing globale, oltre a una quota di proprietà di TikTok.
La questione assume dimensioni ancora più rilevanti quando confrontata con precedenti controversie politiche statunitensi. McCarthy, che aveva seguito attentamente l'indagine di impeachment condotta dai repubblicani della Camera contro il presidente Joe Biden, ha evidenziato un contrasto numerico stridente. L'inchiesta su Biden, conclusasi con un rapporto del 2024 che accusava la famiglia di "cospirazione per monetizzare l'ufficio pubblico" di Biden per un totale di 27 milioni di dollari, impallidisce di fronte alle cifre associate a WLF. Come ha scritto McCarthy con sarcasmo: "Dovreste aggiungere due cifre alla somma degli abusi di potere, dei legami esteri e della corruzione allegati nel rapporto Biden per avvicinarvi a ciò che Trump ha incassato solo dagli UAE".
Per il settore crypto, questa vicenda rappresenta un momento critico. Da un lato, l'interesse di figure politiche di primo piano potrebbe accelerare l'adozione mainstream e attirare investimenti istituzionali. Dall'altro, l'associazione con scandali politici e l'utilizzo delle criptovalute per quella che alcuni osservatori definiscono come potenziale corruzione mascherata rischia di alimentare la narrativa negativa che ha storicamente ostacolato la regolamentazione favorevole del settore, specialmente in Europa dove MiCA e le normative ESMA pongono particolare enfasi sulla trasparenza e la protezione degli investitori.
La struttura stessa di un'attività crypto si presta, secondo McCarthy, a "mascherare compensi politici come transazioni finanziarie". Questa caratteristica, che nel contesto delle criptovalute deriva dalla loro natura decentralizzata e dalla complessità tecnica che può rendere difficile tracciare l'origine e la destinazione finale dei fondi, diventa problematica quando applicata a un contesto in cui figure con potere decisionale governativo mantengono interessi finanziari diretti o indiretti.
La promessa di McCarthy che "sentirete parlare molto di questo nei prossimi mesi" suggerisce che la vicenda WLF potrebbe evolversi in uno scandalo di lunga durata con potenziali ripercussioni legislative. Per gli investitori crypto e gli operatori del settore, la situazione richiede un'attenzione particolare: eventuali nuove regolamentazioni restrittive nate da questa controversia potrebbero impattare l'intero ecosistema blockchain statunitense ed europeo, influenzando valutazioni, volumi di trading e la percezione pubblica di un settore che continua a lottare per la legittimità istituzionale.