Il mercato dell'intelligenza artificiale sta vivendo una fase di euforia senza precedenti nel segmento dell'inferenza, con valutazioni che raddoppiano nel giro di pochi mesi e round di finanziamento da centinaia di milioni di dollari. L'ultimo capitolo di questa corsa al rialzo vede protagonista Modal Labs, startup specializzata nell'ottimizzazione dell'inferenza AI, che starebbe negoziando un nuovo round di finanziamento con una valutazione di circa 2,5 miliardi di dollari. Si tratta di un incremento che supera il 127% rispetto alla valutazione di 1,1 miliardi raggiunta appena cinque mesi fa durante il Series B da 87 milioni di dollari, un ritmo di crescita che ricorda i bull run più aggressivi del settore crypto.
Secondo quattro fonti vicine all'operazione, General Catalyst sarebbe in trattativa per guidare il round di finanziamento. Modal Labs avrebbe raggiunto un ARR (Annual Recurring Revenue) di circa 50 milioni di dollari, una metrica che nel mondo delle startup tech equivale al TVL nel settore DeFi: l'indicatore chiave per valutare la trazione commerciale reale. Il CEO e co-fondatore Erik Bernhardsson ha però smentito che la società sia attivamente alla ricerca di fondi, definendo i recenti contatti con i VC come "conversazioni generali". General Catalyst non ha risposto alle richieste di commento.
L'inferenza AI rappresenta per il settore tecnologico quello che il layer 2 rappresenta per Ethereum: una soluzione di scalabilità che ottimizza i costi computazionali e riduce la latenza. Modal si concentra specificamente su questo processo, che consiste nell'eseguire modelli AI già addestrati per generare risposte alle richieste degli utenti. Migliorare l'efficienza dell'inferenza significa tagliare drasticamente i costi di elaborazione, esattamente come le soluzioni di scaling riducono le gas fees sulla blockchain.
Il fenomeno non riguarda solo Modal: l'intero comparto dell'inferenza AI sta attraversando una fase di hype che ricorda l'esplosione delle ICO del 2017 o il boom delle piattaforme DeFi nel 2020. La scorsa settimana, il competitor diretto Baseten ha annunciato un round da 300 milioni di dollari con valutazione a 5 miliardi, più del doppio rispetto ai 2,1 miliardi raggiunti a settembre. Fireworks AI, provider cloud specializzato in inferenza, ha chiuso un round da 250 milioni a ottobre con valutazione di 4 miliardi.
A gennaio, i creatori del progetto open source vLLM hanno trasformato il tool in una startup supportata da venture capital chiamata Inferact, raccogliendo 150 milioni in seed funding guidato da Andreessen Horowitz con valutazione di 800 milioni. Parallelamente, il team dietro SGLang si è commercializzato come RadixArk, ottenendo seed funding con valutazione di 400 milioni guidato da Accel. Queste cifre astronomiche per round seed ricordano i mega-finanziamenti visti nel settore blockchain durante i picchi di mercato.
Bernhardsson ha fondato Modal Labs nel 2021 dopo oltre 15 anni passati a costruire e guidare team di data science in aziende come Spotify e Better.com, dove ha ricoperto il ruolo di CTO. La società conta tra i suoi investitori storici Lux Capital e Redpoint Ventures, nomi di peso nel panorama del venture capital tecnologico.
Le discussioni per il nuovo round sarebbero ancora in fase preliminare e i termini potrebbero cambiare, una dinamica comune nelle negoziazioni di questo tipo. Tuttavia, il pattern emergente è chiaro: gli investitori stanno posizionando enormi capitali sul segmento dell'inferenza AI con la stessa aggressività vista nel crypto durante i cicli rialzisti. La differenza sostanziale rispetto al mondo blockchain è che queste startup stanno generando ricavi ricorrenti significativi, non solo valutazioni speculative basate su token o promesse di adozione futura. L'interrogativo rimane se questo ritmo di crescita delle valutazioni sia sostenibile o se ci troviamo di fronte a una bolla destinata a sgonfiarsi, proprio come accaduto più volte nel settore crypto.