Il mondo delle meme coin su Solana ha vissuto giovedì scorso uno degli episodi più controversi degli ultimi mesi, quando DeFi Development Corp. (DFDV), società quotata in borsa specializzata nella gestione di treasury in SOL, ha lanciato il suo token sperimentale DisclaimerCoin (DONT) finendo immediatamente nel mirino della community per presunto insider trading. Un trader, definito dall'azienda come uno "sniper precoce", ha infatti accumulato 29 miliardi di token DONT spendendo appena 4.000 dollari quasi un'ora prima dell'annuncio pubblico, vedendo la propria posizione schizzare oltre il milione di dollari in pochi minuti. L'episodio solleva interrogativi fondamentali sulla trasparenza dei lanci di token e sulla capacità delle società crypto di prevenire fughe di informazioni privilegiate, in un settore dove la velocità di esecuzione può trasformare migliaia di dollari in fortune istantanee.
Secondo i dati della blockchain Solana analizzati tramite l'explorer Solscan, il wallet identificato con l'indirizzo finale "8FziB" ha iniziato ad acquistare DONT alle 7:39 ET di giovedì, circa 25 minuti dopo la creazione del token sulla piattaforma di lancio Bonk.fun. L'operatore ha completato acquisti multipli accumulando quasi il 7% della supply totale di 420 miliardi di token, mentre DeFi Development Corp. – che detiene oltre 2,2 milioni di SOL per un controvalore di circa 283 milioni di dollari – non aveva ancora reso pubblica l'iniziativa. L'annuncio ufficiale è arrivato solo alle 8:30 ET tramite comunicato stampa su GlobeNewswire, seguito tre minuti dopo da un post su X rivolto ai 15.900 follower dell'azienda.
Il timing sospetto ha scatenato immediatamente l'analisi degli investigatori on-chain, che hanno scoperto collegamenti preoccupanti tra il wallet dello sniper e l'ecosistema stesso di DFDV. Ian Unsworth, co-fondatore della società di ricerca crypto Kairos Research, ha rivelato che l'indirizzo che ha finanziato il trader vincente detiene 30.000 dollari del liquid staking token (LST) di DeFi Dev Corp. Scavando ulteriormente nella storia delle transazioni, è emerso che il wallet che ha a sua volta finanziato questo intermediario presenta attività diretta con il validator ufficiale di DeFi Dev Corp sulla rete Solana, un nodo che effettua staking di SOL contribuendo alla sicurezza della blockchain e generando ricompense.
Le verifiche indipendenti condotte da Decrypt e confermate dalla società di analisi on-chain Bubblemaps hanno attestato la validità delle connessioni identificate nella blockchain. Mentre i sospetti di insider trading si diffondevano sui social media, DeFi Development Corp. ha annunciato di aver condotto una revisione rapida e approfondita del lancio, identificando il responsabile e recuperando sia i circa 200.000 dollari in SOL ottenuti dalle vendite sia i restanti 17 miliardi di token DONT, per un valore di circa 1,5 milioni di dollari. L'azienda ha poi proceduto al burn dei token recuperati, inviandoli a un indirizzo inaccessibile per rimuoverli definitivamente dalla circolazione.
La società si è impegnata pubblicamente a mantenere i più alti standard di integrità in questo esperimento e in tutte le future iniziative, sottolineando la dedizione alla trasparenza e al rigore etico. Tuttavia, DeFi Development Corp. non ha fornito dettagli su come sia riuscita a recuperare i token dallo sniper né ha chiarito se il trader sia noto all'azienda o quali protocolli fossero in vigore per prevenire fughe di informazioni. Un rappresentante della società ha rifiutato di rispondere alle richieste di Decrypt, limitandosi a rimandare alla dichiarazione ufficiale pubblicata su X.
L'annuncio del burn ha provocato un'impennata immediata del prezzo di DONT, che è schizzato del 92% in un'ora raggiungendo una market cap di 35 milioni di dollari – equivalente al 19% della capitalizzazione di mercato della stessa DeFi Development Corp., le cui azioni valgono circa 190 milioni di dollari. Il titolo DFDV ha chiuso giovedì in calo del 2,33%, estendendo una perdita del 73% negli ultimi sei mesi con scambi attorno ai 6,29 dollari per azione. Questa performance azionaria riflette la crescente pressione sulle società del settore crypto, che devono bilanciare sperimentazione e conformità in un mercato sempre più scrutinato dalla community.
L'episodio si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazioni sulla trasparenza nei lanci di meme coin su Solana, dove la velocità delle transazioni e l'accessibilità dei launchpad come Bonk.fun hanno moltiplicato le opportunità di sniper bot e insider trading. A differenza degli exchange centralizzati (CEX) che operano con sistemi di sorveglianza e compliance, i token lanciati su piattaforme decentralizzate non hanno meccanismi intrinseci per prevenire l'accesso anticipato a informazioni privilegiate. Per gli investitori retail, questo caso rappresenta un monito sulla necessità di attendere verifiche indipendenti prima di esporsi a lanci improvvisi, specialmente quando provengono da entità con accesso a capitali significativi e infrastrutture di staking.
Le implicazioni normative di questo incidente potrebbero estendersi oltre il mondo crypto, soprattutto considerando che DFDV è una società quotata in borsa. In Europa, il regolamento MiCA sta introducendo requisiti stringenti di trasparenza per le società crypto, mentre negli Stati Uniti la SEC ha più volte equiparato determinati token a securities soggette alle normative sul trading di informazioni privilegiate. Resta da vedere se le autorità di regolamentazione apriranno indagini formali su questo caso, ma la capacità della community crypto di identificare pattern sospetti attraverso l'analisi blockchain dimostra ancora una volta come la trasparenza on-chain possa fungere da meccanismo di controllo decentralizzato, anche quando le istituzioni tradizionali tardano a intervenire.