Il mercato dei prestiti garantiti da criptovalute si sta trasformando in uno dei segmenti più strategici dell'ecosistema crypto, e Coinbase intende guidarne l'evoluzione. Il colosso degli exchange centralizzati ha annunciato l'espansione del proprio prodotto di crypto-backed lending a quattro nuovi asset digitali, segnando un passaggio rilevante per milioni di holder retail che finora non avevano strumenti efficaci per monetizzare i propri portafogli senza liquidare le posizioni. La mossa arriva in un momento delicato per il settore, ancora scosso da una tornata di liquidazioni avvenuta all'inizio di febbraio.
La novità riguarda l'aggiunta di XRP (XRP), Dogecoin (DOGE), Cardano (ADA) e Litecoin (LTC) come collaterale accettabile. Gli utenti possono ora depositare questi asset come garanzia attraverso il protocollo DeFi Morpho, ricevendo in cambio fino a 100.000 dollari in USDC, la stablecoin emessa da Circle. Il servizio è attivo su tutto il territorio statunitense, con la sola eccezione dello Stato di New York, notoriamente più restrittivo in materia di licensing crypto.
Il timing dell'annuncio non è casuale. I quattro asset aggiunti presentano una capitalizzazione di mercato combinata di 117 miliardi di dollari, stando ai dati CoinGecko. Una cifra che rappresenta meno della metà del valore totale di Ethereum (ETH), ma che riflette una base di utenti retail estremamente ampia e fedele — quella che da anni popola i forum della community italiana e internazionale, spesso proprio con questi token in portafoglio.
Per capire la portata del prodotto, basta guardare i numeri: il servizio di lending di Coinbase si avvicina a 2 miliardi di dollari in originations totali, secondo un dashboard Dune Analytics. Il percorso è stato graduale: Bitcoin (BTC) era stato il primo asset accettato come collaterale oltre un anno fa, seguito da Ethereum a novembre 2024. L'aggiunta degli altcoin rappresenta quindi il terzo atto di una strategia di espansione ben orchestrata.
Per XRP, DOGE e LTC in particolare, il prodotto assume un significato speciale. A differenza di ETH e ADA, questi tre asset non supportano lo staking nativo sui rispettivi network — ovvero non consentono agli holder di guadagnare rendimenti validando transazioni sulla blockchain. Il crypto-backed lending diventa così uno dei pochi meccanismi disponibili per generare liquidità senza cedere la proprietà dei token. Un vantaggio non trascurabile per chi crede nel lungo periodo.
Quel dato, contenuto in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC), suggerisce l'enorme potenziale non sfruttato che Coinbase intende attivare. Con quasi 17,2 miliardi di dollari in XRP custoditi sulle proprie infrastrutture, anche una piccola percentuale di conversione in prestiti potrebbe moltiplicare i volumi di origination attuali.
Dal punto di vista tecnico, gli asset depositati come collaterale vengono "wrappati" — ovvero trasformati in versioni compatibili con il network Ethereum — per poter operare all'interno del protocollo Morpho. Questo processo tecnico, però, ha implicazioni fiscali rilevanti per gli utenti statunitensi: negli USA lo swap tra un asset e la sua versione wrapped è classificato come evento imponibile. Un dettaglio che gli investitori italiani e europei dovranno verificare attentamente con il proprio consulente, dato che il quadro normativo MiCA e le linee guida ESMA potrebbero trattare la questione diversamente.
Sul fronte del rischio liquidazione, il sistema Morpho prevede che quando il valore del collaterale scende al di sotto di una certa soglia rispetto al prestito attivo, il loan venga considerato "unhealthy" e diventi liquidabile da terze parti. Questi liquidatori rimborsano il prestito ottenendo il collaterale a sconto — un meccanismo tipico della DeFi che, in condizioni di mercato volatile, può colpire duramente i borrower più esposti. Secondo lo studio legale Greenspoon Marder LLP, le liquidazioni possono esse stesse generare obblighi fiscali aggiuntivi.
L'episodio del 6 febbraio ha reso tutto questo molto concreto: durante il crollo simultaneo di Bitcoin ed Ethereum, 170 milioni di dollari in crypto-backed loans sono stati liquidati nell'arco di sette giorni. Un impatto significativo che ha spinto Coinbase a ribadire pubblicamente le proprie misure di protezione: un buffer aggiuntivo al momento dell'erogazione del prestito e notifiche agli utenti ogni 30 minuti quando il threshold di liquidazione si avvicina.
La piattaforma ha dichiarato apertamente di stare esplorando ulteriori strumenti di protezione per i borrower, senza fornire dettagli operativi. Nel contesto europeo, dove il framework MiCA inizia a fornire una cornice regolamentare più chiara per i prodotti DeFi-adiacenti, questo tipo di prodotto potrebbe trovare presto nuovi sbocchi anche al di fuori degli Stati Uniti. Per ora gli occhi degli analisti sono puntati su quanto rapidamente Coinbase riuscirà a convertire la sua enorme base di holder XRP in utenti attivi del servizio di lending — e se il modello reggerà alla prossima correzione di mercato.