Il panorama dei token digitali sta vivendo una rivoluzione silenziosa che ha sorpassato persino l'effervescente ecosistema delle memecoin di Solana. Base, la rete di secondo livello di Ethereum sostenuta da Coinbase, ha infatti superato il rivale nella creazione quotidiana di nuovi token, cavalcando un'ondata che trasforma ogni contenuto social in un asset finanziario negoziabile. Al centro di questo fenomeno c'è Zora, una piattaforma che sta ridefinendo i confini tra social media e finanza decentralizzata.
La metamorfosi di Base App: quando i post diventano investimenti
Il cambio di rotta è arrivato a luglio, quando Coinbase ha completamente ripensato la sua Base App, trasformandola in una porta d'accesso consumer-friendly per la finanza sociale on-chain. La nuova versione fonde feed social e creazione di token in un'esperienza integrata, permettendo agli utenti di coniare token direttamente dai propri contenuti. È come se Instagram permettesse di quotare in borsa ogni foto pubblicata, creando un mercato immediato per ogni forma di creatività digitale.
Questa trasformazione ha innescato una crescita esplosiva per il token ZORA, che durante il lancio dell'app ha registrato picchi del 440% settimanale. Nonostante un recente calo del 14% nell'ultima settimana, il token mantiene comunque un incremento superiore al 500% nell'ultimo mese, secondo i dati di CoinMarketCap.
I numeri di una rivoluzione digitale
Dal rilancio della Base App, l'attività su Zora ha raggiunto livelli record che testimoniano l'entusiasmo per questo nuovo modello. La piattaforma ha visto la creazione di oltre 1,6 milioni di Creator Coin, con quasi 3 milioni di trader unici e un volume totale che supera i 470 milioni di dollari. Questi numeri rappresentano massimi storici per una piattaforma che fino a poco tempo fa era relativamente sconosciuta nel panorama cripto.
Il meccanismo alla base dei Creator Coin segue una logica tanto semplice quanto innovativa. Ogni moneta ha un'offerta fissa di 1 miliardo di unità: metà viene distribuita al creatore nell'arco di cinque anni, mentre l'altra metà rimane disponibile sul mercato. Ogni transazione genera una commissione dell'1% in token ZORA che torna direttamente al creatore originale del contenuto, creando un collegamento diretto tra engagement e guadagni.
Speculazione o futuro dei contenuti?
Non mancano però le voci critiche verso questo nuovo paradigma. Secondo TK Research, sebbene il momentum nella creazione di token e l'afflusso di nuovi utenti sia indiscutibile, la maggior parte degli utenti di Zora appare essere composta da trader, suggerendo una focalizzazione sulla speculazione a breve termine piuttosto che su un vero sostegno ai creatori. Questo scenario ricorda molto da vicino quello delle memecoin, spesso criticate per la mancanza di casi d'uso concreti.
Anche la governance di Zora, o meglio la sua apparente assenza, ha scatenato polemiche sui social media. Tuttavia, nonostante le controversie, è innegabile che l'economia dei creatori abbia trovato in questo modello un terreno fertile per lo sviluppo di attività guidate dal retail.
Base conquista il primato delle memecoin
Il successo di Zora si inserisce in un contesto più ampio che vede Base emergere come protagonista inaspettato nel panorama delle criptovalute. La rete ha infatti superato Solana nelle emissioni quotidiane di token, un traguardo significativo considerando che Solana era tradizionalmente considerata la casa delle memecoin e dei progetti speculativi ad alto volume.
Come osserva Dune Analytics, mentre il dibattito continua su se i content coin rappresentino una moda passeggera o il futuro dei contenuti digitali, una cosa appare chiara: le economie delle memecoin e dei creatori su Base stanno crescendo rapidamente, e Zora si trova al centro di questa trasformazione che potrebbe ridefinire il modo in cui valutiamo e monetizziamo la creatività digitale.