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DOGE, BTC e XRP riprendono a salire dopo la Fed

La Fed accomodante spinge i token verso nuovi massimi storici, ma la resistenza del dollaro potrebbe rivelarsi un ostacolo costoso per le crypto.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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DOGE, BTC e XRP riprendono a salire dopo la Fed
La Federal Reserve americana ha nuovamente dimostrato quanto le sue decisioni di politica monetaria possano influenzare i mercati delle criptovalute, ma questa volta la risposta del dollaro statunitense potrebbe complicare i piani degli investitori digitali. Dopo il taglio dei tassi di interesse di 25 punti base deciso mercoledì, che ha portato il tasso di riferimento al 4%, le principali criptovalute hanno ripreso la loro marcia verso nuovi massimi storici, proprio come avevano previsto diversi analisti all'inizio della settimana. Tuttavia, la resilienza inaspettata del dollaro americano sui mercati valutari internazionali sta creando una dinamica complessa che potrebbe frenare l'euforia del settore crypto.

Bitcoin guida la ripresa ma il dollaro non cede terreno

Il Bitcoin ha superato quota 117.900 dollari, raggiungendo il livello più alto dal 17 agosto scorso e interrompendo definitivamente la fase laterale che caratterizzava i mercorso da venerdì. Questo movimento rappresenta la continuazione del recupero iniziato dai minimi di inizio settembre, quando la criptovaluta principale aveva toccato i 107.200 dollari. Al momento della stesura di questo articolo, BTC registrava un rialzo dell'1% su base giornaliera.

Anche Ethereum ha mostrato segnali di vitalità con un incremento del 2,7%, anche se rimane ancora intrappolata nel triangolo contrattivo che la caratterizza da quattro settimane. Le altre criptovalute di maggiore capitalizzazione hanno performato ancora meglio: Dogecoin, Solana e BNB hanno guadagnato oltre il 4%, mentre XRP ha registrato un incremento del 3%, cercando di costruire un momentum rialzista dopo aver rotto una formazione triangolare discendente.

L'effetto CME spinge Solana verso nuovi traguardi

Particolarmente interessante è stata la performance di Solana, il cui token SOL ha brevemente superato i 245 dollari, avvicinandosi ai massimi del weekend. Questo movimento è stato alimentato dall'annuncio del Chicago Mercantile Exchange (CME) di introdurre opzioni su SOL a partire dal 13 ottobre, una decisione che ha acceso le speranze di una maggiore partecipazione istituzionale. Nella stessa data, il CME lancerà anche le opzioni su XRP, ampliando ulteriormente l'offerta di strumenti derivati per il settore crypto.

La Fed apre la strada, ma il dollaro non collabora

Scenario asimmetrico per il Bitcoin secondo gli esperti

Matt Mena, stratega di ricerca crypto presso 21Shares, ha definito la situazione attuale come un "setup asimmetrico" per Bitcoin. Le proiezioni sui tassi di interesse della Fed, rappresentate dai famosi "dots", hanno assunto una piega più dovish, segnalando che la banca centrale è disposta ad accelerare il ritmo dei tagli se le condizioni lo richiederanno. "È il percorso implicito nei dots - più del taglio stesso - che potrebbe preparare il terreno per Bitcoin per sfidare nuovi massimi entro fine anno", ha spiegato Mena in una comunicazione a CoinDesk.

Le previsioni dell'esperto sono particolarmente ottimistiche: Bitcoin potrebbe stabilire un nuovo record assoluto sopra i 124.000 dollari entro la fine di ottobre, mentre Ethereum potrebbe superare la soglia psicologica dei 5.000 dollari.

Il paradosso del dollaro forte in un contesto dovish

Tuttavia, la strada verso questi traguardi potrebbe rivelarsi più accidentata del previsto. Nonostante le proiezioni dovish della Fed sui tassi futuri, l'indice del dollaro (DXY) ha mostrato segni di vitalità, rimbalzando a 97,30 punti dopo aver recuperato rapidamente dal calo iniziale sotto il minimo del 1° luglio a 96,37. Questo comportamento apparentemente controintuitivo potrebbe riflettere il fatto che le aspettative di tagli dei tassi erano già largamente scontate dai mercati valutari.

Il DXY ha infatti perso il 10% da inizio anno, principalmente a causa delle speculazioni sui tagli della Fed, mentre Bitcoin ha guadagnato il 25% nello stesso periodo, toccando nuovi massimi sopra i 124.000 dollari ad agosto. La resilienza del dollaro rispecchia probabilmente l'enfasi del presidente Jerome Powell sul fatto che tagli rapidi e successivi non sono garantiti, oltre al mantenimento del quantitative tightening e alla persistenza di un'inflazione elevata.

I professionisti si preparano agli scenari estremi

I partecipanti più sofisticati del mercato stanno iniziando a prezzare i cosiddetti "tail risk", eventi a bassa probabilità ma ad alto impatto come crolli di mercato o crisi economiche maggiori. Secondo BloFin, piattaforma finanziaria specializzata in crypto, "essendo una delle asset class più sensibili ai tassi di interesse, il recente aumento del rischio sui tassi ha portato a una crescente domanda di protezione tail, spingendo i market maker e i trader a incorporare maggiori rischi sui tassi di interesse nei loro prezzi".

I dati sui block trade mostrano anche ordini di put spread a breve scadenza (circa 4 giorni) per 2.000 contratti, chiaramente destinati alla protezione tail, una strategia non comune che evidenzia le preoccupazioni del mercato per possibili movimenti avversi di Bitcoin nel breve termine.

Fonte dell'articolo: www.coindesk.com

I contenuti di Coinlabs sono forniti esclusivamente a scopo informativo ed educativo e non costituiscono consulenza finanziaria o raccomandazioni di investimento. Le criptovalute sono asset volatili: investi solo ciò che puoi permetterti di perdere. Contenuti generati con IA. Immagini e articoli potrebbero essere generati con l'uso di intelligenza artificiale. Nonostante i controlli, potrebbero contenere inesattezze.
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